Interviste Lavoro

Moby, a ShipMag l’appello di Fantappie’ (Uiltrasporti): “Non si ripeta quanto accaduto con Alitalia”

Il segretario nazionale: “In caso di esito negativo della procedura di concordato preventivo preoccupazione per i posti di lavoro”

Roma – “Vogliamo scongiurare di trovarci nella stessa condizione in cui si vive adesso nel comparto aereo: Alitalia docet”. A ShipMag il Segretario Nazionale Uiltrasporti Paolo Fantappie’ lancia l’appello sul futuro di Moby e aggiunge: “Se la procedura di concordato preventivo, ad oggi in fase di elaborazione,  dovesse concludersi negativamente, gli scenari che si aprirebbero potrebbero essere preoccupanti per la tutela dei posti di lavoro”

Parliamo del futuro di Moby: quanto siete preoccupati?

“Siamo  molto preoccupati nonostante lo scorso 17 dicembre abbiamo avuto rassicurazioni dal Dottor Onorato sul futuro del Gruppo e dei relativi posti di lavoro. Più di cinquemila marittimi ci chiedono garanzie occupazionali e le varie notizie che si rincorrono giorno dopo giorno non ci permettono di stare sereni. Se da una parte i vertici del gruppo ci danno indicazioni confortanti in termini di tenuta occupazionale ed economica, dall’altra leggiamo quotidianamente dichiarazioni di creditori che alzano sempre più l’asticella, chiedendo il recupero totale delle somme a loro dovute”.

Quanti sono oggi i lavoratori interessati e cosa rischiano?

“I lavoratori interessati, tenendo conto anche dell’indotto, superano i 5000 addetti. Il rischio potrebbe nascere in particolare se la procedura di concordato preventivo, ad oggi in fase di elaborazione,  dovesse concludersi negativamente, circostanza che come Uiltrasporti scongiuriamo categoricamente. In questo malaugurato caso gli scenari che si aprirebbero potrebbero essere preoccupanti per la tutela dei posti di lavoro”.

Cosa ne pensa della nascita delle due newco?

“Relativamente al progetto di due newco, lo stiamo leggendo in questi giorni dalla stampa, non sapevamo niente: diventa difficile esprimersi in tal senso; seguiremo la vicenda ma la nostra attenzione è indirizzata soprattutto  al mantenimento dei posti di lavoro ed alle retribuzioni dei marittimi”.

Cosa servirebbe per una soluzione definitiva?

“Sicuramente che il prossimo aprile. quando ci sarà l’assemblea dei creditori, gli stessi, in maniera unanime, approvino il piano di rilancio  proposto dal Gruppo Onorato e relativo alla procedura di concordato preventivo gestita dal tribunale di Milano”.

Come mai si è arrivati a questo punto?

“E’ difficile poter dare delle risposte a questa domanda in maniera esaustiva; la forte concorrenza di altri operatori presenti sul mediterraneo e gli importanti finanziamenti utilizzati per poter acquisire tutto il pacchetto societario di CIN avranno forse  influito sui conti del Gruppo ma penso che le dinamiche siano molto più complesse e difficili da analizzare per poter sintetizzare il tutto in poche battute. Penso anche al confronto molto serrato ed aspro tra i commissari della Tirrenia in A.S. contro il Gruppo Onorato; la richiesta di pagamento di 180 milioni per un credito vantato sulle navi a suo tempo vendute a CIN. Stiamo parlando di una vicenda ancora in atto e che ha certamente influito sulla gestione societaria del gruppo Onorato”.

Il Governo cosa può fare?

“Il Governo è stato più volte chiamato ad intervenire; in particolare come Uiltrasporti insieme alle altre OO.SS abbiamo richiesto diversi incontri al Ministero delle attività produttive ma non abbiamo mai avuto riscontro. Secondo noi questo dicastero avrebbe la possibilità  di monitorare bene la situazione e di intervenire in maniera preventiva, scongiurando eventuali perdite occupazionali”.

Qual è l’appello della Uiltrasporti?

“Il nostro appello è che le istituzioni siano più sensibili a questa situazione che sta vivendo il gruppo Onorato; c’è bisogno di riconoscere maggiormente il sacrificio che fanno tutti i giorni i marittimi ed il loro  gravoso ed usurante lavoro ; vogliamo scongiurare di trovarci nella stessa condizione in cui si vive adesso nel comparto aereo: Alitalia docet”