Interviste Primo Piano

Moby, Colombo (Filt-Cgil) a ShipMag: “Serve una convocazione del Ministero dello Sviluppo Economico”

Il segretario nazionale della Filt-Cgil aggiunge: “L’intera operazione, oltre ai creditori, riguarda circa 6 mila lavoratori”

Roma – “Il Ministero dello Sviluppo Economico, unitamente ai commissari di Tirrenia in A.S, deve convocare una riunione”. In esclusiva a Shipmag  Natale Colombo, segretario nazionale della Filt-Cgil, analizza la situazione Moby. E sulla nascita delle due newco aggiunge: “Il tema dell’occupazione e della sua salvaguardia resta centrale soprattutto nell’ambito del piano di risanamento del debito che il prossimo 20 gennaio sarà all’ordine del giorno dell’udienza convocata dalla sezione fallimentare del tribunale di Milano”.

Quanto preoccupano le vicende del gruppo Moby?

“La preoccupazione è quella giusta, esattamente quella richiesta da una faccenda delicata e complessa come questa che vede il coinvolgimento indiretto di migliaia di lavoratori. Una preoccupazione fisiologica dettata dal troppo tempo già trascorso e che immaginavamo avrebbe potuto già consegnarci il lieto fine all’intera vicenda, senza ne vinti e ne vincitori ma con la continuità aziendale e la salvaguardia occupazionale”.

Quanti sono oggi i lavoratori interessati e cosa rischiano?

“Il concordato in continuità ammesso dal tribunale di Milano per Moby e C.I.N. resta uno dei temi sui quali va posta la massima attenzione per seguirne, passo dopo passo, gli sviluppi e le conseguenti scelte considerando che l’intera operazione, oltre ai creditori, riguarda circa 6 mila lavoratori”.

Cosa ne pensa del progetto che vedrebbe la nascita di due newco?

“Le ultime notizie ci presentano un quadro in continua seppur lenta progressione e sempre in quadro di massima salvaguardia degli asset aziendali considerando che anche il cronoprogramma del varo delle due navi di nuova generazione, Fantasy e Legancy, sta andando avanti e, conseguentemente, restano confermate le ambizioni del Gruppo. Dentro questo quadro è ovvio che il tema dell’occupazione e della sua salvaguardia resta centrale soprattutto nell’ambito del piano di risanamento del debito che il prossimo 20 gennaio sarà all’ordine del giorno dell’udienza convocata dalla sezione fallimentare del tribunale di Milano”.

Cosa servirebbe per una soluzione definitiva?

“Intanto, bisognerebbe far valere la ragione ed accantonare eventuali interessi di parte che mi auguro non ci siano. La soluzione all’intera vicenda passa attraverso un binomio semplice: rispetto dei creditori non speculatori e salvaguardia di un mercato aperto”.

Come mai si è arrivati a questo punto?

“Le lungaggini che stanno contraddistinguendo questo caso non mi meravigliano affatto e sono l’esatta fotografia di un Paese dove, ancora oggi, la burocrazia e le decisioni di intervento vengono sempre affidate a qualcun altro oppure ci si affida alla speranza che le cose si sistemino da sole piuttosto che intervenire con i dovuti provvedimenti”.    

Ma il Governo, concretamente, cosa può fare?

“Oggi a maggior ragione è necessario che il Ministero dello Sviluppo Economico, unitamente ai commissari di Tirrenia in A.S., convochi una specifica riunione tesa a ricevere una puntuale informativa sull’avanzamento delle interlocuzioni in atto, al fine di rassicurare fattivamente i lavoratori e traguardare, quindi, una nuova bella pagina della marineria del Paese”

Qual è allor l’appello della Filt-Cgil ?

L’auspicio è che gli affinamenti al piano di risanamento originario offrano concretamente tutte quelle assicurazioni necessarie a raggiungere l’obiettivo della messa in sicurezza dell’intero Gruppo e dei suoi lavoratori nel rispetto dei vincoli di legge”.