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Monticelli (IMAT): “Oltre 35 mila marittimi da certificare nel 2021. Servono i voucher formativi per recuperare il tempo perduto causa Covid”

“Ci sono oltre 35 mila marittimi italiani che per poter lavorare sulle navi dovranno rinnovare nel 2021 le certificazioni obbligatorie internazionali del primo quinquennio, rilasciate nel 2016 e contemplate dagli emendamenti della Convezione di Manila. Un problema di portata globale di cui l’IMO si è fatta carico con un’apposita circolare che ha autorizzato gli Stati membri a prorogare le documentazioni. Ma ora il rischio è che si crei un accumulo di richieste di rinnovo talmente elevato che sarà difficile da gestire”.

Fabrizio Monticelli, amministratore unico di IMAT – Italian Maritime Academy Technologies – non nasconde la sua preoccupazione per quello che potrebbe accadere nei prossimi mesi all’industria del mare. Anche perché, fa notare, la quota di marittimi che lui considera è solo quella che dovrà gestire IMAT (“nel 2016 le certificazioni rilasciate sono state 26 mila), quindi il numero complessivo è molto superiore. “Il blocco della attività di formazione, imposto dalle misure per il contenimento della pandemia, ha rischiato, in combinazione con tutta una serie di fattori emergenziali emersi nei primi giorni della crisi, di compromettere seriamente la gestione delle flotte”, spiega il manager.

Fabrizio Monticelli

Nel caso di IMAT il problema è stato in parte ovviato perché il Centro ha giocato d’anticipo stringendo, ad esempio, un accordo con l’ospedale Cardarelli di Napoli per avviare, a partire dallo scorso 15 aprile, i primi corsi Medical Care e First Aid in modalità telematica. Il ministero della Salute ha autorizzato, per la prima volta in Italia, l’erogazione e gli esami di detti percorsi formativi da parte dell’azienda ospedaliera su piattaforma Imat. I corsi si inseriscono nell’ambito di un più ampio programma di formazione a distanza strutturato dall’Academy in risposta alle emergenze emerse in questo periodo.

“A questo punto, considerato il flusso enorme di richieste di rinnovo in arrivo, bisognerà recuperare il tempo perduto in seguito al blocco delle attività, oltre ad ammortizzare tutte le richieste post-proroga – sottolinea Monticelli -. Ciò comporterà un notevole sforzo organizzativo che abbiamo già avviato. Ovviamente la ricerca di soluzioni ottimali per tutto il settore non potrà passare che per una interlocuzione con le autorità competenti”. Intanto, dal 15 giugno, il Centro è stato autorizzato dal Comando Generale delle Capitanerie di Porto alla riapertura ai marittimi. In particolare, per i corsi in presenza di Refresh Sopravvivenza e Salvataggio; Refresh Antincendio Base; Refresh M.A.M.S.; Refresh M.A.B.E.V.; E.C.D.I.S. Type Specific.

Ma la lezione che arriva dal Covid è che la modalità a distanza dei corsi ha retto bene in questi mesi di lockdown e per questo motivo deve essere implementata. Si tratta comunque di un percorso complesso e lungo che prevede una fase di ricerca e studio, anche sotto l’aspetto dell’adeguamento normativo, da affrontare tutti insieme: centri di formazione, sviluppatori di tecnologie, compagnie di navigazione, autorità. “E’ una modalità fondamentale in questo momento, perché decongestiona il carico di lavoro dei centri di formazione, evita gli assembramenti e fa risparmiare alle persone le spese di vitto e alloggio per poter partecipare fisicamente ai corsi”, osserva Monticelli.

La leva tecnologica è importante, ma non rappresenta l’unico strumento di cui necessita il settore. “Bisogna mettere in campo misure di supporto per finanziare le certificazioni degli equipaggi – aggiunge – Penso a strumenti specifici, magari attingendo dalle risorse del Fondo Sociale Europeo. È un’iniziativa su cui ci battiamo da tempo cercando di portare all’attenzione di Regioni, ministeri e DG Employment l’esigenza di definire plafond finanziari in grado di sostenere le esigenze dei lavoratori”.

Qual è lo strumento più adatto?  “Un voucher direttamente spendibile dal marittimo potrebbe essere la soluzione giusta e un finanziamento o co-finanziamento per le compagnie che investono in formazione, parametrando gli importi alla consistenza della forza lavoro. Ciò che ritengo veramente importante è però fare un’analisi dei bisogni almeno fino ai prossimi 18 mesi per approntare il miglior ammortizzatore sociale possibile”, risponde. A Monticelli non convince invece la proposta di legge del M5S, a firma della deputata Angela Raffa, che prevede un limite massimo di spesa deducibile pari a 1.000
euro per lavoratore in 5 anni. “Proposta lodevole ma non raggiunge l’obiettivo perché comunque il marittimo deve mettere mano al portafoglio per pagare i corsi e le deduzioni sono spalmate su 5 anni – dice Monticelli -. Un altro discorso è prevedere un voucher, di almeno 1000 euro, spendibile in un centro di formazione e cofinanziato. In questo senso, un modello da seguire è quello che arriva dalla Regione Sicilia che ha previsto voucher formativi per accedere ai corsi Basic Trading attraverso il progetto Giovani 4.0, dedicato esclusivamente ai residenti tra i 18 e 36 anni”.

Competenze più ricercate nei marittimi? “In questo momento, il sistema di valutazione del marittimo si sta spostando da una competenza strettamente tecnica, che resta un punto di forza, ad una competenza che esprime flessibilità e adattabilità all’apprendimento. Un passaggio che è stato accelerato giocoforza dall’effetto dirompente delle tecnologie. Non a caso, le compagnie di navigazione più illuminate stanno passando da un sistema di investimento sulla formazione obbligatoria, che resta lo zoccolo duro, ad un sistema di valutazione volontaria che si integra con il primo e che permette nel contempo alla compagnia di monitorare le competenze specifiche degli equipaggi”, risponde Monticelli. Qual è oggi il punto di debolezza dei marittimi italiani? “Nel nostro Paese, non siamo stati bravi ad integrare l’istruzione con la formazione, per questo motivo i nostri marittimi scontano banalmente un handicap: quello di non sapere l’inglese e questo ci penalizza rispetto al contesto internazionale”, conclude Monticelli.