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MSC vuole prendersi il porto di La Spezia e tenta l’affondo per il controllo di LSCT

Milano – Grandi manovre nel porto di La Spezia. Secondo i rumors raccolti da ShipMag, la famiglia Aponte, proprietaria di MSC, seconda potenza al mondo nel trasporto container, sarebbe pronta a lanciare l’affondo per acquistare entro la fine dell’anno il 60% del LSCT, cioè la quota detenuta dal gruppo Contship nel terminal container spezzino, gestito fino ad oggi in joint proprio con il gruppo italo-svizzero, socio di minoranza tramite la finanziaria Marinvest con una quota del 40%.

Se l’operazione andasse in porto, sarebbe di fatto la fine di un dominio – quello di Contship Italia a La Spezia – che dura dalla fine degli anni Ottanta. Ma soprattutto arriverebbe ad oltre un anno e mezzo di distanza dall’ingresso di MSC nel port hub di Gioia Tauro, cioè da quando Contship Italia ha deciso di cedere a Terminal Investment Ltd (TIL), azienda controllata dal gruppo italo-svizzero, il 50% delle sue azioni detenute in CSM Italia Gate, la società che deteneva il 100% di MCT (Medcenter Container Terminal), concessionaria delle attività presso il terminal container nel porto calabrese.

TIL, che già deteneva il restante 50% di CSM Italia Gate, al termine dell’operazione di vendita ha preso il controllo del 100% del capitale azionario, mettendo fine ad una storia, quella tra Contship e il porto di Gioia Tauro, che durava da 24 anni. E ad una lunga stagione di braccio di ferro con MSC, passata anche per una “guerra industriale” tutta giocata sui mancati investimenti previsti. A pagarne il prezzo è stato lo scalo, che ha subito un calo di produttività del 15%, con conseguente perdita del primato nel transhipment a favore di Genova. Il cambio di passo c’è stato ad aprile 2019 proprio quando MSC si è presa definitivamente il porto di Gioia Tauro diventandone il dominus.

Con l’acquisizione di LSCT da parte di MSC, si aprirebbero nuovi ed inediti scenari nel processo di cambiamento che sta coinvolgendo tutte le banchine dell’Alto Tirreno. Quella in atto è una partita a scacchi dove MSC ha mostrato, ancora una volta, di saper muovere bene le sue pedine. Prima accaparrandosi il Terminal Bettolo a Genova, da qualche giorno operativo nonostante i ritardi visto che sono serviti 15 anni e una spesa complessiva di oltre 200 milioni di euro per vedere funzionante la banchina: nella prima fase si stima di arrivare a 150 mila contenitori ogni anno, ma a regime saranno 800 mila.  

In quel momento, ci sarà la piena della trasformazione del porto: MSC potrà completare una parte importante del piano di espansione, dopo la quota nel terminal Rinfuse (con Spinelli) e quella con i Messina a Sampierdarena. Messo al sicuro il Re con la Torre nel porto di Genova, dove la compagnia può portare al momento navi di piccole dimensioni, MSC, acquisendo il controllo del LSCT, avrebbe fatto scacco matto a La Spezia perché lì potrà accogliere le sue mega navi portacontainer grazie ad una profondità delle acque di 15 metri e movimentare 1,4 milioni di Teu l’anno, di cui oltre il 35% dei volumi del terminal sono movimentati su rotaia.