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Nautica, Bénéteau riorganizza attività e forza lavoro: quattro cantieri chiusi o ceduti

Milano – La crisi costringe anche i big della nautica a cambiare i propri programmi. Secondo i vertici del Gruppo Bénéteau, uno dei marchi più prestigiosi al mondo, i segmenti monoscafo a vela e motori entrobordo potrebbero subire cali di volumi paragonabili a quelli della crisi del 2008/2009, che non sarebbe compensata dalla crescita dei mercati legati alla navigazione interna.

Non solo. I professionisti del settore temono in particolare l’arrivo sul mercato dell’usato di parte delle flotte delle recenti società di charter, che potrebbero avere un forte impatto sul nuovo mercato.

In questo contesto, il Gruppo Bénéteau si è posto l’obiettivo di ridurre notevolmente le proprie capacità produttive nei prossimi mesi, parallelamente ad una semplificazione della propria organizzazione e ad una riduzione di tutti i costi fissi.

Per i 16 siti attivi della divisione Boat (di cui 10 in Francia), secondo i media francesi il Gruppo sta valutando le seguenti misure: 1) La chiusura, vendita o cessione in affitto di 4 siti: 1 negli Stati Uniti (Marion, dedicata alla costruzione di barche a vela monoscafo), 1 in Slovenia (dedicata all’assemblaggio di First da 14 a 27 piedi) e 2 in Francia (l’Herbaudière, un vecchio sito, e Challans, un sito industriale in città); 2) L’attività è rallentata in 3 siti: 1 in Italia, 1 in Francia e 1 in Polonia.

A livello globale per la divisione Boat, queste misure comporterebbero tagli di posti di lavoro per il personale addetto direttamente alla produzione, che porterebbe a una riduzione dell’organico da 300 a 840 persone.

La maggior parte dei tagli occupazionali riguarderebbe manodopera indiretta di produzione, uffici di progettazione e funzioni di supporto; i tagli previsti porterebbero ad una riduzione della forza lavoro per l’intera divisione da 380 a 460 persone.

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