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Il mare e il fattore meteo: così la tecnologia sta cambiando la navigazione / Focus

Gianfranco Meggiorin ha una lunga storia legata al mare, che prima l’ha visto imbarcato a lungo come comandante

Genova – “Quando ho iniziato a lavorare nel settore marittimo non esisteva internet, né esisteva la telefonia di bordo. Figuriamoci, non c’era neanche il GPS. Il sistema del settore meteomarino ha fatto progressi enormi nell’arco di pochi anni, e forse non ce ne rendiamo neanche conto”. Gianfranco Meggiorin ha una lunga storia legata al mare, che prima l’ha visto imbarcato a lungo come comandante. Una volta sceso a terra, non ha perso di vista le onde del mare neanche per un secondo. “Navimeteo è operativa dal 2000, ma prima avevo fondato l’Osservatorio di Portofino. Le previsioni meteorologiche oggi sono una cosa “normale”, che possiamo controllare comodamente sempre e comunque dai nostri smartphone. Ma quello che accade quando sei in mare, e devi prendere decisioni anche repentine, non è la stessa cosa che scegliere quale strada fare se piove”.

gianfranco meggiorin
Gianfranco Meggiorin

In 23 anni di storia, Navimeteo è cresciuta molto, guardando a tutto il mondo. “Oggi i nostri clienti sono GNV, Norwegian Cruise Line, SevenSeas, MSC Crociere, Disney Cruises, ma anche diversi terminal portuali e realtà marittime, come Ente Bacini, Rimorchiatori Riuniti, Fincantieri e tanti altri”. I servizi offerti dalla società fondata da Meggiorin, che mantiene a Chiavari la sua sede, spaziano dalla previsione meteorologica all’analisi post evento, dallo studio climatico al “nowcasting”. “Se guardiamo a quello che è successo in questi giorni in Emilia-Romagna, ci accorgiamo che evidentemente gli eventi meteorologici estremi sono sempre più frequenti. Oltre a questo, dobbiamo anche intercettare tutti i modelli matematici che possono essere utili per la sicurezza delle imbarcazioni. Ecco perché oltre al forecasting ci occupiamo anche di fare previsioni immediate – il nowcasting appunto – per prevedere in tempo reale ciò che sta accadendo. Essendo stato a lungo a bordo delle navi, posso garantire che quando ti trovi in difficoltà e non sai bene come affrontare una tempesta, avere a disposizione qualcuno che sa assisterti e darti consigli utili, è un vantaggio impareggiabile per la sicurezza”.

Il porto di Venezia ha recentemente adottato sistemi portatili per i piloti dello scalo, perché possano avere un supporto tecnologico preciso, grazie al quale possono superare l’ostacolo perenne delle nebbie che si alzano sulle acque della laguna. Un passo in avanti notevole. “Certamente sì, la tecnologia ci aiuta e ci assiste a livelli incredibili oggi. Pensiamo al sistema AIS, che diamo per scontato, ma che era un miraggio fino a pochi anni fa. Sono progressi straordinari, ma dobbiamo sempre metterli in relazione all’esperienza e al fattore umano. Il nostro motto è ‘La cosa più moderna: due persone che si parlano‘, perché possiamo avere una strumentazione di bordo estremamente efficace, ma poi va conosciuta anche la realtà nella quale andiamo a lavorare. Per questo siamo orgogliosi anche di lavorare con GNV con il loro nuovo Maritime Support Centre di Genova, che dà risposte tempestive a tutti i comandanti della flotta in tempo reale”.

Ma il servizio privato non può fare a meno delle informazioni puntuali dei servizi meteorologici nazionali. “Abbiamo un profondo rispetto per le fonti istituzionali, anche perché noi facciamo da trait-d’union con il settore marittimo – calando le informazioni su un determinato quadrante – ma le informazioni principali derivano dal NOAA, da Meteo France, dal Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare e da altri ancora. Noi operiamo conoscendo il cliente, e quindi potendo dare risposte precise a tutti, perché andiamo su un punto specifico della mappa. Collaboriamo al Monaco Weather Lab presso La Belle Classe Academy dello Yacht Club Monaco, e anche con l’Accademia della Marina Mercantile di Genova, oltre che vari centri nautici”.

“Ogni nave o scafo ha le sue particolarità. Pensiamo a quanto sia importante per una nave da crociera sapere esattamente le condizioni meteo per mettere in acqua un tender, e così per un superyacht. Sulla sicurezza non si può prescindere, e la tecnologia deve essere al servizio dell’uomo. I modelli di calcolo e la risoluzione delle immagini riescono a dare oggi un contributo decisivo, ma secondo noi è sempre necessario avere una visione esperta, più che “smart”. I modelli imparano da ciò che accade, ma il cambiamento climatico sta creando anche il problema di scompaginare le statistiche. Quindi va accompagnato il processo di apprendimento della macchina all’esperienza dell’uomo, che può trovarsi in difficoltà in mare”. Navimeteo prenderà presto in consegna anche la responsabilità di gestire un Osservatorio nel vecchio semaforo di Capo Testa, che domina le Bocche di Bonifacio, e ha in calendario anche una nuova serie di corsi meteo pratici per naviganti e operatori dell’industria marittima.

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“Sono orgoglioso del mio gruppo di lavoro”, continua appassionato Meggiorin. “Un team straordinario che ha saputo essere un’eccellenza internazionale. Ho conosciuto tanti centri, ma è importante per chi fa questo mestiere sentirsi coinvolti nelle problematiche della navigazione. Non si può fare questo mestiere se non ti prende lo stomaco”.