Cargo Green&Tech

Neoline, la start-up francese che trasporterà merci su navi a vela

Nantes – “La nostra tecnologia è molto innovativa, ha appena cinquemila anni”. La battuta con la quale Michel Pery ha svelato il suo progetto ai media francesi spiega meglio di mille conferenze stampa la filosofia della start-up con sede a Nantes che promette “risparmi fra l’80 e il 90% nella spesa di carburante”. Pery, per oltre vent’anni comandante di navi mercantili e petroliere, oggi è presidente di Neoline, compagnia che ha come core business il lancio di navi-cargo a vela.
Lanciato quattro anni fa da nove ex ufficiali di bordo, il progetto Neoline sta per prendere il largo. Martedì scorso una tappa vitale è stata messa a segno grazie all’ingresso nel capitale sociale dell’armatore Sogestran e della sua filiale Compagnie maritime nantaiese (Cmn). La prima nave a vela sarà ordinata entro aprile, per un investimento di 45 milioni di euro. Realizzata a Saint-Nazaire, la nave a impatto zero dovrebbe essere consegnata nel 2022. Collegherà Nantes a Baltimora, negli Stati Uniti, dopo uno scalo a Saint-Pierre e Miquelon, a sud di Terranova.

Grazie a sei maxi-vele (4.200 metri quadrati in totale), la nave permetterà di “abbattere i costi di carburante fino al 90%”. Nei successivi sei-sette anni, Pery spera di raggiungere il 100% di risparmio eliminando il motore diesel (oggi indispensabile per effettuare le manovre all’interno dei porti) a favore di batterie elettriche o propulsione a idrogeno.

Lunghe 136 metri, le navi a vela di Neoline trasporteranno l’equivalente di 280 container a una velocità media di 11 nodi. Una velocità nettamente inferiore a quella di una nave tradizionale, ma “del tutto accettabile per molti spedizionieri”. Neoline sostiene di avere già ingaggiato tre clienti: Renault, il produttore di motori Manitou e il cantiere navale Bénéteau. In caso di successo imprenditoriale, Pery è pronto a ordinare una seconda unità.
“Il petrolio? Siamo competitivi a partire da un prezzo al barile di 60 dollari”, dice Pery, che sotto sotto confida nella prossima introduzione di una carbon tax sul trasporto marittimo.
Le navi a vela di Neoline hanno, però, qualche limite, a partire da quello geografico: è impossibile ipotizzare il loro utilizzo in aree particolarmente ventose o, al contrario, poco ventose.

Il trasporto marittimo provoca all’incirca il 3% delle emissioni globali di CO2, ma rischia di arrivare al 17% entro il 2050 in assenza di adeguate misure restrittive. L’ambizioso obiettivo dell’Imo è quello di azzerare sul lungo termine queste emissioni.