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Nessuno vuole la Costa Diadema, appello di parenti e sindaci al governo: “Soccorrete la nave”

Napoli – Anche due sindaci, Dino Ambrosino di Procida e Rosario Caruso di Serrara Fontana, sono scesi in campo a difesa dell’equipaggio e dei passeggeri di Costa Diadema, nave da crociera italiana respinta da più porti e tuttora in attesa di essere accolta. A bordo, tra le oltre 1.300 persone di equipaggio, di cui una novantina presentano sintomi influenzali, moltissimi italiani. Un primo marittimo positivo al Coronavirus è stato fatto sbarcare a Dubai, un secondo a Cipro.

L’appello di una moglie


“Mi appello al ministro De Micheli per far sbarcare subito la nave – scrive Ambrosino – Ricordo ai sindaci che finora si sono opposti, che la Patria è una, nella buona e cattiva sorte, e che se alziamo i muri delle città, i nostri concittadini saranno le prime vittime dell’assedio”. I porti di Civitavecchia e Gioia Tauro hanno già negato lo sbarco per il rischio di contagi.

“Procida – spiega ancora il sindaco – vive di lavoro marittimo, ma tutta la nazione deve ricchezza e cultura a questo mestiere che facciamo da millenni. Siamo un Paese di mare, ed il mare è sempre stato un elemento di unione, tra tutte le civiltà che sono cresciute negli scambi reciproci. Oggi nessun porto italiano vuole accogliere la Diadema in un momento di difficoltà. A bordo ci sono malati, e senza assistenza si rischia di grosso. Mi appello a tutti gli amministratori che hanno concittadini tra l’equipaggio per rivolgere una richiesta comune. Prego perché non trascorra altro tempo e non precipiti la situazione”.


“Miei concittadini, figli del territorio che amministro. – scrive il sindaco di Serrara Fontana alla ministra De Micheli – Non posso e non voglio restare fermo davanti alla loro richiesta di aiuto e davanti a quella dei restanti membri dell’equipaggio. Sono mariti, padri, figli della nostra amata Patria. Sappiamo tutti che nella lotta contro questa pandemia è necessario agire con sollecitudine per isolare i positivi e intervenire con le dovute terapie.  Senza ausilio di medici la situazione a bordo rischia di diventare drammatica.  Vi chiedo di adottare un protocollo di sicurezza per consentire l’attracco di Costa Diadema e lo sbarco dei passeggeri a bordo così da prestare loro le cure e tutto quanto prevedono i protocolli in materia di Covid-19”.