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Non c’è pace per la portaerei San Paolo: adesso anche il Brasile la rifiuta

Da anni il Brasile cerca di disfarsi della portaerei. Nel luglio 2020 la Marina Militare aveva pubblicato un’asta per la demolizione della nave, ma solo un offerente qualificato era stato accreditato

San Paolo – Non c’è pace per la vecchia portaerei brasiliana San Paolo. Dopo essere stata rifiutata dalla Turchia in quanto “non adatta alla demolizione per il potenziale rischio inquinamento”, la nave militare adesso ha problemi anche in patria.

Il tribunale federale di Pernambuco ha infatti impedito alla Marina di fare attraccare la nave nel porto di Suape. E’ stata l’autorità portuale a chiedere l’intervento del giudice, dopo che diversi porti brasiliani avevano nelle scorse settimane rigettato la richiesta di avvicinamento della portaerei e del rimorchiatore olandese Alp Center.

I media locali riferiscono che il rimorchiatore ha sufficiente carburante, ma che il comandante ha chiesto un rifornimento di viveri e materiali di varia natura per l’equipaggio. Secondo quanto riferito, alcuni membri dell’equipaggio sono stati cambiati dopo essere stati a bordo del rimorchiatore per mesi.

IL BRACCIO DI FERRO CON LA MARINA BRASILIANA
La Marina aveva notificato al porto industriale di Saupe l’8 novembre i suoi piani per forzare l’attracco della portaerei sostenendo che, pur avendo la nave amianto a bordo, “non rappresenta un pericolo per la comunità locale”. Il giudice, tuttavia, ha ritenuto gusto che il porto ordinasse alla Marina di non fare attraccare la nave e imporre una multa di $ 18.500 al giorno qualora la Marina non avesse rispettato l’ordine.

Da anni il Brasile cerca di disfarsi della portaerei. Nel luglio 2020 la Marina Militare aveva pubblicato un’asta per la demolizione della nave, ma solo un offerente qualificato era stato accreditato mentre altri sette erano risultati non in regola. Il cantiere navale turco Sök Denizcilik Tic Sti, specializzato nella demolizione di navi, era stato selezionato come vincitore nel 2021 e aveva assunto MSK Maritime Services & Trading per rimorchiare la nave in Turchia.

Una scelta che ha scatenato la protesta di numerose associazioni ambientaliste, preoccupate per i contenuti tossici della nave. La Marina brasiliana ha affermato a più riprese che l’amianto è stato rimosso dalla portaerei, ma gli ambientalisti evidenziano altri materiali pericolosi, tra cui la vernice al cadmio, e sottolineano che la nave (originariamente gestita dalla Francia) è stata coinvolta in test nucleari e potrebbe essere contaminata da residui radioattivi. Mesi fa il ministero dell’Ambiente turco ha revocato la licenza di importazione e la nave è stata costretta a rientrare in Brasile mentre si avvicinava a Gibilterra.

Oggi la nave è segnalata a circa 20 miglia dalla costa brasiliana non lontano dal porto di Suape. Alla fine della scorsa settimana, gli avvocati della compagnia di rimorchiatori hanno minacciato di citare in giudizio il governo di Pernambuco sostenendo che il rimorchiatore sta consumando inutilmente carburante essendo costretto a restare in attesa al largo. La compagnia avrebbe richiesto 2 milioni di dollari per coprire le spese fino a quando la controversia per attraccare la portaerei non sarà risolta.