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Norvegia, il fondo sovrano entra nelle rinnovabili con l’acquisto del 50% della seconda centrale eolica più grande al mondo

Oslo – Il fondo sovrano norvegese da 1.300 miliardi di dollari ha effettuato il suo primo investimento diretto in un progetto di energia rinnovabile, in particolare eolico offshore, un nuovo tipo di asset per il più grande fondo di investimento statale del mondo.

Lo ha comunicato oggi il fondo stesso alla Reuters, annunciando di aver acquisito una quota del 50% nella centrale eolica olandese Borssele 1 e 2 per 1,37 miliardi di euro dalla danese Orsted, che continuerà a gestire la struttura e ad esserne comproprietaria.

Questo tipo di investimenti diretti sono una novità per il fondo che, fino allo scorso anno, era autorizzato dal Parlamento norvegese ad investire in titoli, bond e immobili. Borssele è la seconda centrale eolica più grande al mondo tra quelle attualmente in funzione, con una capacità di 752 megawatt, che può produrre l’equivalente del consumo annuale di energia per un milione di famiglie olandesi.

L’accordo è stato siglato oggi e dovrebbe giungere a compimento entro il secondo o terzo trimestre del 2021.

“L’operazione aumenterà l’EBITDA di Orsted nel 2021 di circa 5 miliardi di corone danesi (799,5 milioni di dollari)”, ha affermato la società danese. Sul valore strategico dell’accordo si è soffermata anche la Danske Bank dichiarando in una nota che “aumenterà la resilienza finanziaria di Orsted“. “Riteniamo inoltre che la valutazione implicita su Borssele 1 e 2 sembri interessante rispetto alle aspettative del mercato”, ha aggiunto.

Sullo sfondo resta il dato inconfutabile che la competizione globale per l’energia eolica offshore si stia surriscaldando, come testimonia la corsa dei grandi gruppi finanziari e dei colossi del settore a partecipare alle aste che rilasciano licenze per realizzare ex novo, gestire o riammodernare impianti eolici offshore. Aste che ora assomigliano sempre di più alle competizioni che fino a pochi anni fa si vedevano per il petrolio e il gas.

Nel complesso, il fondo norvegese sta cercando di investire circa 100 miliardi di corone norvegesi ((9 miliardi di euro) tra il 2020 e il 2022 in progetti rinnovabili non quotati come parchi eolici e parchi solari, guardando prima al Nord America e all’Europa. Questa rimane la strategia del fondo, ha detto oggi il nuovo amministratore delegato Nicolai Tangen facendo notare la “penuria di progetti” in circolazione: “Sono pochi e grandi, oltre ad essere oggetto di notevole concorrenza. Il fondo non si è ancora arreso”.

“Nella nostra esperienza finora, possiamo rilevare come ci siano molti investitori alla ricerca di questi progetti, motivo per cui il prezzo non è sempre così conveniente per noi”, ha spiegato l’amministratore delegato. “Questi investimenti sono soggetti agli stessi requisiti di rischio e rendimento degli altri investimenti del fondo. A breve termine, trovare progetti che soddisfino questi requisiti potrebbe essere impegnativo”, ha concluso.