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“Operai rumeni sottopagati”: un giudice condanna il cantiere navale olandese Veka

Leeuwarden – Utilizzava manodopera straniera sottopagata, aggirando tramite la tecnica delle scatole cinesi le normative nazionali. Per questo motivo il cantiere navale olandese Veka di Lemmer, in Frisia, è stato condannato dal tribunale di Leeuwarden. I fatti contestati riguardano gli anni 2016 e 2017. Il cantiere dovrà versare, tra l’altro, 50.000 euro al sindacato FNV.

 Secondo la denuncia presentata dal sindacato, i vertici di Veka avrebbero utilizzato società fittizie per assumere lavoratori rumeni a tariffe basse. Il gruppo Veka, a sua volta, si è difeso sostenendo che i rumeni – impiegati come saldatori e operai specializzati tramite un subappaltatore –  non erano lavoratori temporanei. Secondo il giudice,  invece, i lavoratori sarebbero stati fittiziamente assunti da quattro società (DSW, Tehnoship, Saldna e Ralucont) che non possono essere inquadrate come subappaltatori. DSW sarebbe stata persino creata appositamente per consentire ai rumeni di lavorare, secondo la sentenza del tribunale.

Veka avrebbe dovuto pagare i cittadini rumeni attraverso le agenzie di lavoro interinale e secondo il contratto collettivo Metal, ma ciò non è avvenuto: gli straordinari e le ferie, ad esempio, non sono stati mai pagati. 

Il legale rappresentante di Veka, Peter Versluis, ha contestato il verdetto definendo “falsa” l’accusa di avere pagato gli operai meno di 2 euro l’ora. “C’era anche un’indennità giornaliera netta che abbiamo pagato in contanti e certamente non in nero”. Versluis ritiene che FNV abbia “denunciato le cose fuori contesto. È davvero una sciocchezza sostenere che siamo stati coinvolti nella creazione fittizia di quelle società. Come Veka, abbiamo sempre fatto molti affari con le aziende rumene”. Le condizioni di lavoro, secondo il manager, “erano assolutamente buone”.