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Per diffondere cultura marittima serve un’informazione libera e senza pregiudizi / Editoriale

“In direzione ostinata e contraria”. E’ una delle strofe simbolo del grande Fabrizio De André. Fotografa l’essenza della sua poetica e della sua musica, ma ben si attanaglia anche al nostro modo di concepire l’informazione.

L’editoriale del nuovo direttore di ShipMag

“In direzione ostinata e contraria”. E’ una delle strofe simbolo del grande Fabrizio De André. Fotografa l’essenza della sua poetica e della sua musica, ma ben si attanaglia anche al nostro modo di concepire l’informazione. In un mondo omologato e appiattito, il fatto stesso di fare informazione, liberi e senza pregiudizi, oggi significa muoversi in direzione ostinata e contraria. Salire sul ponte di comando di ShipMag.it e prenderne il timone è una grande responsabilità, proprio perché è diventato un punto di riferimento per l’intera comunità marittimo-portuale del nostro Paese.

Cito testualmente le parole di Vito de Ceglia, che in questi due anni ha raggiunto risultati eccellenti navigando con maestria fra  i marosi e a cui auguro nuovi successi professionali. Oggi ShipMag.it riesce a competere alla pari con le testate più blasonate del settore, è un brand riconoscibile e apprezzato come testimoniano più 11 milioni di pagine visualizzate, 8.278 articoli pubblicati, oltre 2,4 milioni di utenti unici, vale a dire lettori veri nel linguaggio di Google, con una media di 8 mila utenti unici e più di 15 mila pagine visualizzate al giorno, una grande community con migliaia di followers che ci seguono sui social e sulla newsletter gratuita. E ancora: nel 2021 gli speciali, realizzati su temi specifici come infrastrutture portuali e la svolta green del settore, sono stati consultati e condivisi da oltre 30 mila lettori.

Insomma, la macchina è già ben avviata. Si tratta di renderla ancora più efficiente e vivace. Non è il momento di fare annunci roboanti, bisogna solo mettersi al lavoro di buona lena e produrre informazione di qualità, puntuale e autorevole, accompagnata da analisi rigorose e commenti stimolanti. Con l’ambizione di fare di ShipMag.it ancora di più il punto di riferimento per quanto riguarda l’economia del mare e dei trasporti. E, anche, un luogo di dibattito e di confronto sui temi del settore. Se riusciremo a creare dibattito, a fare opinione, a diffondere cultura marittima nella sua accezione più ampia, beh avremo raggiunto un bel risultato.

I temi non mancano. Alcuni li accennava de Ceglia: il nodo delle autorità portuali (Spa pubbliche o enti pubblici non economici?), il mercato regolato delle concessioni, la battaglia in Europa sul tema della tassazione dei canoni, la tendenza all’integrazione verticale e orizzontale in banchina da parte delle grandi compagnie, il processo di consolidamento dei big dell’armamento, l’assetto oligopolistico del mercato, i noli schizzati alle stelle, l’irregolarità nei viaggi e la congestione della supply chain. Ma anche la rivoluzione in corso nella logistica, con colossi come Msc e Maersk che fanno a gara ad acquisire terminal in giro per il mondo a suon di miliardi di euro. Mentre la Cina si piazza al centro dei traffici mondiali in Asia, Africa e Sud America.

La geopolitica è in fermento, mentre la Russia, invadendo l’Ucraina, porta il mondo sull’orlo del baratro. Noi, nel nostro piccolo, a fronte dell’immane tragedia, cercheremo di fare al nostro meglio quello che sappiamo e dobbiamo: informazione utile a chi opera nel nostro settore di riferimento.