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Petrolio, la mossa russa per azzoppare il patto fra Germania e Polonia

Mosca ha interrotto i flussi di petrolio verso la Polonia attraverso l’oleodotto Druzhba, compromettendo così la capacità della Polonia di ‘dirottare’ petrolio su Schwedt

Berlino – Il taglio alla produzione della raffineria di petrolio tedesca di Schwedt è la dimostrazione più concreta delle difficoltà che Berlino deve affrontare per affrancarsi dal petrolio russo. Schwedt tradizionalmente produce il 90% di benzina, diesel, carburante per aerei e olio combustibile utilizzato nella capitale tedesca. Ora, tre mesi dopo che Varsavia e Berlino hanno raggiunto un patto sugli approvvigionamenti energetici, la raffineria funziona al 50-60% della capacità e le forniture alternative rimangono inattuate. 

Mosca il mese scorso ha interrotto i flussi di petrolio verso la Polonia attraverso l’oleodotto Druzhba, compromettendo così la capacità della Polonia di ‘dirottare’ petrolio su Schwedt. In questo momento la raffineria statale polacca PKN Orlen ha bisogno di utilizzare più capacità al terminal di Danzica per alimentare la propria Plockrefinery. Di conseguenza, Schwedt può contare al massimo su uno slot per navi cisterna a Danzica al mese, circa 1 milione di tonnellate di petrolio all’anno, vale a dire un terzo del volume richiesto dai piani precedenti. Secondo i media tedeschi, la Germania ha smesso di acquistare petrolio russo a gennaio e da allora la raffineria Schwedt da 233.000 barili al giorno ha funzionato a circa il 55% della capacità, o circa 130.000 barili al giorno, facendo affidamento sul porto di Rostock. Le forniture attraverso la Polonia hanno finora riguardato solo due petroliere. 

Germania e Polonia, ricorda l’agenzia Reuters, hanno avviato discussioni sul trasporto di petrolio non russo a Schwedt attraverso il porto di Danzica, Polishpipelines e Druzhba all’inizio della primavera del 2022. Druzhba può fornire sia greggio russo che kazako. Ma uno dei maggiori ostacoli è stata la proprietà di Schwedt: la raffineria russa Rosneft detiene infatti una quota del 54,17%. Berlino solo a metà febbraio ha elaborato modifiche legali che consentissero la vendita della quota di Rosneft senza la necessità di una preventiva nazionalizzazione. La rimozione dell’azienda russa da Schwedt è stata una parte cruciale dell’accordo per Varsavia. Martedì un tribunale tedesco esaminerà la denuncia di Rosneft: un verdetto a favore di Rosneft renderebbe la nazionalizzazione meno probabile. La polacca PKN Orlen, proprietaria di una rete di distributori di benzina in Germania, ha espresso interesse ad acquisire una partecipazione in Schwedt l’anno scorso, anche al fianco di un partner tedesco. “In questa fase tutte le opzioni sono aperte”, ha dichiarato Robert Sleszynski, direttore di Orlen, durante una teleconferenza il 24 febbraio. Con una mossa che ha ulteriormente complicato i colloqui con la Polonia, la Germania alla fine dell’anno scorso ha contattato il Kazakistan per eventuali forniture destinate a  Schwedt, suscitando nuove preoccupazioni a Varsavia.