Oil & Gas

Petrolio, la Russia ha perso oltre il 90% del mercato nel Nord Europa

Tre quarti del greggio caricato nei porti baltici della Russia è ora diretto in Asia: sono soprattutto le raffinerie indiane a beneficiare dei bassi prezzi

Genova – La Russia ha perso oltre il 90% del suo mercato petrolifero nei paesi del Nord Europa, a due settimane dall’entrata in vigore delle nuove restrizioni decise da Bruxelles che includono il divieto di importazione di petrolio via mare, nonché l’offerta di navi, finanziamenti e coperture assicurative alle relative transazioni commerciali.

Nelle ultime quattro settimane, la Russia ha esportato solo 95.000 barili al giorno a Rotterdam, unica destinazione europea rimasta per le esportazioni via mare al di fuori dei bacini del Mediterraneo e del Mar Nero, secondo un’analisi di Bloomberg.

All’inizio di febbraio, prima dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, nei porti del Nord Europa arrivavano più di 1,2 milioni di barili al giorno. Dopo l’inizio della guerra, Paesi storicamente legati alla Russia come Lituania, Francia e Germania hanno smesso di ricevere petrolio russo via mare, mentre la Polonia ha seguito l’esempio a settembre.

Tre quarti del greggio caricato nei porti baltici della Russia è ora diretto in Asia: sono soprattutto le raffinerie indiane a beneficiare dei bassi prezzi del petrolio, anche se il tempo stringe per l’attuazione delle nuove misure.

Mercoledì prossimo, i paesi del G7 dovrebbero annunciare l’introduzione di un tetto al prezzo dei carichi di greggio russo. I carichi acquistati a prezzi superiori rispetto a questo livello perderanno l’accesso a navi, assicurazioni e altri servizi europei e britannici.

Intanto, il volume totale spedito dalla Russia è sceso al minimo da nove settimane di 2,67 milioni di barili al giorno nella settimana chiusa il 18 novembre. Il continuo calo ha contribuito a spingere le entrate settimanali del commercio di petrolio del Cremlino al livello più basso dall’inizio di gennaio.

E’ altresì vero che i volumi di greggio sulle navi dirette in Cina, India e Turchia, i tre paesi che sono emersi come i maggiori acquirenti di petrolio russo, è salito a un record di 2,45 milioni di barili al giorno nelle quattro settimane fino al 18 novembre.

Come commenta Bloomberg, il dirottamento delle esportazioni di greggio russo verso l’Asia sta cambiando radicalmente i flussi commerciali e dando nuova vita a petroliere obsolete che altrimenti verrebbero demolite.

Non solo: le petroliere che trasportano greggio russo stanno diventando sempre più caute riguardo alle loro destinazioni finali. Sono in forte aumento le navi che lasciano il Baltico con Port Said, l’Egitto o il Canale di Suez come destinazione successiva. Ma è probabile che la maggior parte di queste navi avrà porti indiani come effettiva destinazione una volta entrate nel Mar Rosso.