Shipping e Logistica

Pirateria, il Portogallo consentirà l’utilizzo di guardie armate a bordo delle navi

Lisbona – Il Portogallo ha istituito una norma antipirateria che consente la presenza di guardie armate a bordo delle navi che operano sotto la sua bandiera. La legge è limitata alle navi che frequentano aree ad alto rischio identificate dall’Organizzazione marittima internazionale (IMO) e che hanno piani approvati a tale scopo, secondo il decreto legge n. 159/2019 del 24 ottobre dello scorso anno.

Le società che rappresentano navi battenti bandiera portoghese possono, d’ora in poi, tramite un modulo disponibile sul sito web del Direção-Geral de Recursos Naturais, Segurança e Serviços Marítimos (DGRM) , richiedere l’approvazione dei piani antipirateria applicabili nel aree ad alto rischio. Le aree a rischio IMO sono divise in due tipi. Della prima, la più pericolosa, fanno parte aree come la costa della Somalia e il mare Indonesiano; la seconda comprende fra l’altro il Golfo di Guinea, sebbene quest’ultima area entrerà presto a far parte del gruppo di maggior pericolo per la navigazione.

La Direção-Geral de Recursos Naturais, Segurança e Serviços Marítimos ha fatto sapere che, al fine di accelerare il processo di classificazione delle aree ad alto rischio e approvare piani più rapidi senza dover attendere il processo dell’IMO, ha preparato una nuova ordinanza che regolerà la riclassificazione delle aree. La DGRM ha anche dichiarato che il Portogallo avrà una delle leggi più avanzate in merito alla presenza di guardie armate sulle navi, che consentirà – secondo l’organismo – di rispondere agli attuali requisiti di sicurezza e protezione delle navi.

L’aumento della pirateria è fonte di grande preoccupazione: l’area del del Golfo di Guinea è diventata una delle più complesse, avendo registrato solo nel primo trimestre di 48 incidenti. La pirateria in mare è definita dall’articolo 101 della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto marittimo, comprendendo l’assalto e/o il controllo illegale di una nave, nonché il verificarsi di atti violenti contro i passeggeri o l’equipaggio, in mare o nel mare giurisdizionale di un paese: è responsabilità di quello Stato risolvere i problemi di sicurezza o, se lo decide, chiedere aiuto ad altri Stati o entità specializzate private.