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PNRR, Assiterminal al Governo: “Si faccia una sintesi”. E sul cold-ironing: “Fondamentale analisi su fabbisogno delle navi e costi”

Il Direttore Alessandro Ferrari: “Il ‘green’ può essere interessante anche per i terminalisti ma a certe condizioni”

“PNRR ? Dal Governo ci aspettavamo un coinvolgimento diverso, impossibile fare sintesi  quando c’è un tavolo con oltre quaranta realtà coinvolte”, spiega a Shipmag il Direttore di Assiterminal Alessandro Ferrari. Che applaude al Cold – Ironing ma si pone una legittima domanda: “E’ stata fatta un’analisi dei fabbisogni per le navi che ci sono e quelle che saranno consegnate nei prossimi cinque anni, sui costi e sulla capacità e fonti di produzione?”

PNRR, siete stati coinvolti dal Governo?

“C’è stato un grado di coinvolgimento piuttosto limitato, del resto la Consulta che se ne occupa riunisce più di 40 realtà. Ognuno giustamente ha le proprie necessità ma in un contesto così ampio diventa molto complicato fare sintesi e portare proposte concrete”.

Si era parlato anche di gruppi di lavoro, come stanno procedendo?

“Al momento non abbiamo notizie e non c’è stata inviata nessuna convocazione. Si sta ragionando su progetti e visioni molto ‘alte’ che però magari non collimano con le esigenze delle categorie”.

Cold – Ironing, è il futuro? L’Italia si sta muovendo nella direzione giusta?

“Credo che debba essere fondamentale un’analisi dei fabbisogni e degli scenari sui combustibili alternativi a quelli fossili. E’ stata fatta? Ad esempio bisognerebbe sapere quante navi sono già predisposte in questo senso e quante saranno in consegna nei prossimi cinque anni. Ogni nave ha le sue caratteristiche e quindi sarebbe opportuno avere una fotografia completa di questa situazione. E poi ci sono altri dubbi”

Quali?

“L’energia elettrica per l’alimentazione come e dove la produciamo. E poi c’è la questione dei costi: devono essere accessibili, altrimenti diventa un problema. E’ necessario che siano calibrati in maniera uniforme”.

Il Cold-Ironing può diventare appetibile anche per i terminal?

“Assolutamente si, al momento sono investimenti che vedranno le Autorità Portuali come principali attori. Ma nulla vieta ad un privato di poter ragionare su questo aspetto facendo interventi sulla propria struttura avendo però come legittima contropartita incentivi e una riduzione dei canoni accessori”

Tornando al PNRR, come giudica l’azione che sta portando avanti il Governo?

“Partiamo da una riflessione, se è vero che l’Italia è la piattaforma logistica portuale del Mediterraneo con 52 porti, bisognerebbe chiedersi se ha senso investire in modo frammentario o fare scelte diverse per un obiettivo diverso”.

Quale sarebbe?

“L’aumento dei flussi di traffico deve essere funzionale alla crescita dell’economia del paese, altrimenti rischiamo soltanto di portare il container/la merce dal punto A al punto B senza dare valore aggiunto”