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PNRR, la finanza sostenibile snobba i porti / L’indagine

Milano – Energia rinnovabile, innovazione e digitalizzazione imprese, efficienza energetica degli edifici, agroalimentare, mobilità sono i settori, fra i quelli identificati dal Recovery Plan, in cui gli operatori e le organizzazione della finanza sostenibile stanno già investendo, mentre per il prossimo triennio oltre che nei settori sopra citati si registra interesse anche per l’economia circolare. I porti? La risposta è unanime: non sono prioritari.

Sono i principali risultati di un’indagine (in allegato) svolta nell’ambito del Forum per la Finanza Sostenibile (FFS) che esamina la visione delle organizzazioni attive nel mercato italiano dell’investimento sostenibile e responsabile (SRI) sulle opportunità e le sfide dell’azione di rilancio delineata dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Gli elementi strategici, che facilitano l’ingresso di investitori nei progetti previsti dal Piano, sono la valutazione di efficacia degli interventi, la governance trasparente delle iniziative, il riferimenti agli indicatori SDGs per lo sviluppo sostenibile.

Il sondaggio ha interpellato 115 soci del FFS tra cui operatori finanziari e organizzazioni che non investono direttamente: banche, fondazioni di origine bancaria, fondi pensione, casse di previdenza, imprese assicuratrici, società di gestione del risparmio, associazioni di categoria, associazioni di consumatori, organizzazioni non profit, ONG, fondazioni, sindacati, società di consulenza e di ricerca/formazione.

All’interno di questa griglia del Recovery Plan, l’82% degli operatori finanziari sta già investendo in energia rinnovabile, 78% investe in innovazione e digitalizzazione delle imprese, il 74% in efficienza energetica e riqualificazione degli edifici, il 66% in agroalimentare sostenibile, il 64% in mobilità sostenibile, il 62% in economia circolare. Tutti gli altri settori sono sotto il 50%, quelli al momento meno finanziati sono la digitalizzazione della PA (14%), sistemi portuali (20%), i servizi all’infanzia (24%) e i servizi per disabilità e autosufficienza (38%).

Per il prossimo triennio i soci del FFS, oltre a confermare l’interesse nell’innovazione e digitalizzazione delle imprese e nelle energie rinnovabili, stanno valutando di intervenire in ambiti quali la mobilità sostenibile e l’economia circolare (citati dall’80% dei rispondenti – cfr. Figura 3). Una quota assai ridotta di operatori finanziari pensa di investire nella digitalizzazione e modernizzazione della Pubblica Amministrazione.

Altri settori che, pur rientrando tra le aree strategiche del PNRR, risultano poco attrattivi per gli investitori sono il sistema portuale sostenibile e i servizi all’infanzia. “Può essere opportuno, quindi, intervenire con programmi e strumenti dedicati al fine di attirare maggiori risorse verso queste attività”, riporta lo studio. Il quale puntualizza: “Occorre specificare che, in alcuni casi, l’intervento nei settori sopra citati è di tipo indiretto, quale conseguenza di investimenti in aziende che operano anche negli ambiti riportati nel PNRR, seppur non sempre come core business”.

Ai soci del FFS – che non intervengono direttamente nei mercati finanziari tramite investimenti o finanziamenti – è stato chiesto in quali settori sarebbe prioritario investire in ottica di sostenibilità, con riferimento alle 6 missioni del PNRR. Anche in questo caso, l’ambito più citato è quello delle energie rinnovabili (73%), insieme con l’economia circolare (76%); a seguire, ricerca e istruzione (67%) e digitalizzazione e modernizzazione della Pubblica Amministrazione (55%) – settore, quest’ultimo, tra i meno finanziati dagli attori finanziari che hanno partecipato all’indagine. Le aree meno citate sono: il sistema portuale sostenibile (analogamente a quanto dichiarato dagli operatori finanziari); il miglioramento dei servizi turistici e delle infrastrutture di ricettività e l’idrogeno verde (cfr. Figura 4).

Infine, gli elementi strategici per attirare capitali della finanza sostenibile: l’identificazione di indicatori e strumenti di valutazione e misurazione dell’efficacia degli interventi, governance trasparente nella gestione delle iniziative, indicatori di sviluppo sostenibile.

Gian Franco Giannini Guazzugli, presidente del Forum per la Finanza Sostenibile, sottolinea che l’attivazione di «partnership pubblico-privato è una via da percorrere per uscire dalla crisi e costruire nuovi modelli di crescita più sostenibili». Francesco Bicciato, segretario generale del Forum, ritiene che la lunga esperienza delle organizzazioni che si occupano di finanza sostenibile possa «aiutare il governo a potenziare progetti concreti e innovativi come quelli legati a mobilità sostenibile, economia circolare, efficienza energetica».