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Porti, Fit-Cisl: “Non si vendono i gioielli di famiglia, l’Italia non è alla canna del gas”

Il segretario generale Pellecchia: “Siamo nettamente contrari a una loro possibile privatizzazione”

Roma – “Rispetto alle recenti dichiarazioni del vice premier On. Tajani, ne sposiamo integralmente il tema della “spending review intelligente” mentre siamo sbalorditi per la solo paventata, quanto inaccettabile ipotesi di “fare cassa” vendendo i gioielli di famiglia quali sono i porti nazionali. Siamo nettamente contrari a una loro possibile privatizzazione, convinti, quindi, che questo comparto, per rispondere agli interessi generali del Paese, debba rimanere di natura pubblica” così dichiara in una nota Salvatore Pellecchia, Segretario Generale Fit-Cisl che prosegue: “Il settore portuale necessita di una riforma che dovrebbe arrivare entro fine anno, ma è importante che essa avvenga senza stravolgimenti o modifiche radicali. Fondamentale che ci si concentri per spendere bene e nei tempi previsti le risorse economiche a disposizione, investendo nel futuro della nostra comunità nazionale con programmi relativi all’istruzione ed alla formazione di quelle numerose figure professionali oggi introvabili”. “Per quanto attiene alla portualità è stato già avviato nei mesi scorsi un formale e proficuo confronto con il Governo attraverso il vice ministro Rixi che deve proseguire e giungere a positiva sintesi in assenza di ingiustificabili fughe in avanti” continua la nota.

“Il sistema portuale riveste un’importanza strategica per il nostro Paese e ha bisogno di essere valorizzato, sia attraverso lo stanziamento di risorse per lo sviluppo delle infrastrutture portuali, che attraverso diversi interventi che la Fit-Cisl ha proposto e raccolto in un documento inviato al Mit, orientati al rafforzamento dei poteri del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, per una governance unitaria e una gestione coerente, che potenzi il suo ruolo di indirizzo e controllo e, conseguentemente, di regolazione del mercato; allo snellimento e semplificazione dei processi; ad un maggior coinvolgimento dei lavoratori introducendone una rappresentanza nei comitati di gestione, così come prefigurato dalla legge di iniziativa popolare della Cisl che anche la nostra Federazione sostiene e che prevede una maggior partecipazione dei lavoratori alla gestione delle imprese; al riconoscimento lavoro usurante e attuazione del fondo di accompagno all’esodo; all’implementazione di azioni in materia di sicurezza e prevenzione infortuni” spiega ancora la nota.

“Sono queste le priorità per il settore, per le quali ci aspettiamo quanto prima che venga riavviato il tavolo tecnico al Ministero”conclude Pellecchia.