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Porti, l’attacco dei sindacati: “A Taranto una nuova inaccettabile morte sul lavoro”

“Servono azioni e risposte concrete su salute e sicurezza in ambito portuale”

Roma – “Una tragedia immane rispetto alla quale sono in corso i dovuti accertamenti ma da una prima ricostruzione, tuttavia, sembrerebbe che tale dramma si sia consumato dentro un quadro di gravi criticità”. Ad affermarlo unitariamente Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti su quanto accaduto al porto di Taranto dove un giovane operaio di 31 anni è deceduto dopo essere stato investito da un’ecoballa, sottolineando che “ancora una volta siamo costretti a registrare una morte sul lavoro in ambito portuale”. “In attesa dei necessari chiarimenti riguardo alle dinamiche e responsabilità – evidenziano le tre organizzazioni sindacali – è inaccettabile in un Paese civile andare al lavoro e non fare più ritorno a casa. Non abbiamo più bisogno di tavoli inconcludenti, ma di azioni e di risposte concrete da parte di tutte le Istituzioni, preposte alla salvaguardia della salute e della sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori, soprattutto in ambiti delicati come quelli portuali. In linea con le disposizioni vigenti nei porti, chiediamo l’istituzione della stop work authority, che permette al lavoratore di interrompere le attività quando a suo giudizio non siano svolte in maniera sicura e prevenire così ogni potenziale occasione di incidenti sul lavoro”. “Nell’esprimere il nostro più profondo cordoglio e una sentita vicinanza alla famiglia e ai colleghi – dichiarano infine Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti – valuteremo nel corso delle prossime ore tutte le più opportune iniziative da intraprendere”.