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Porto di Chioggia, il TAR dà ragione all’Authority: nessuna banchina per l’impianto LNG

Venezia – Il Tribunale Amministrativo Regionale del Veneto ha respinto il ricorso della società Costa Bioenergie, gruppo Socogas, che chiedeva la sospensiva del provvedimento di diniego formulato dall’Autorità di Sistema Portuale in merito alla domanda di concessione della banchina prospiciente all’impianto LNG di Punta Colombi a Chioggia, l’accesso più meridionale della laguna di Venezia.

La decisione del TAR aggiunge un nuovo capitolo alla storia “infinita” che tiene inchiodato il porto veneto dal 29 maggio 2015. quando un decreto interministeriale autorizzò come “strategico” l’impianto di gas naturale liquefatto del gruppo emiliano, fondato da Renzo Zucchi, approvato dalla giunta del comune dell’epoca, con sentenze amministrative emesse, realizzato con un investimento da 35 milioni di euro.

I numeri di Costa Bioenergie prevedevano 72 mila tonnellate di transito annuo di LNG, pari all’approdo ogni mese di un paio di navi gasiere da 2.500 tonnellate. Numeri che sono rimasti sempre sulla carta perché l’impianto non è mai partito, gli è stato già precluso l’accesso alla strada pubblica, la decisione di oggi del TAR gli nega anche l’accesso al mare.

Il ricorso del gruppo Socogas è stato presentato al Tribunale dopo che nel novembre 2019 l’Autorità aveva rigettato la domanda di concessione dell’azienda. Tra le motivazioni presenti anche “il mancato completamento del collaudo della banchina, la conseguente mancata acquisibilità a Demanio di tutta l’opera e la presenza di un sequestro stabilito dalla Procura della Repubblica su una porzione di banchina che risultava strategica per l’operatività di Costa Bioenergie“.

Nella sua ordinanza, il TAR dichiara che le eventuali ragioni del ricorrente potranno essere dimostrate nel corso della discussione di merito per cui viene fissata udienza pubblica nel mese di gennaio 2021.