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Porto di Genova, gli autostrasportatori decidono una “congestion fee” dal 3 giugno

Le associazioni di categoria lamentano tempi lunghi, blocchi operativi e disservizi diventati insostenibili che si traducono in sovraccosti

Genova – Tempi lunghi che non consentono di programmare i trasporti, blocchi operativi, disservizi. Per gli autotrasportatori che effettuano il trasporto contenitori, la situazione nel porto di Genova è diventata insostenibile. Tanto che tutte le sigle si sono accordate per applicare una maggiorazione, compresa fra i 120 e i 180 euro, per ogni trasporto di merce sulle tratte in partenza e in arrivo dal porto di Genova. Una “congestion fee”, una sorta di “tassa” sul congestionamento chiesta dall’autotrasporto ligure ai committenti e che sarà applicata fino a quando non verranno ristabilite le “normali condizioni di completa funzionalità dell’operatività del porto e dei suoi terminal”.

Ai disagi provocati dai rallentamenti causati dai cantieri autostradali prima di arrivare e in uscita dal porto, da mesi si è aggiunto il problema delle navi che dopo la crisi del Mar Rosso non arrivano più nei terminal con una programmazione regolare, e c’è la digitalizzazione che funziona a metà. Una somma di cause, denunciano le aziende di autotrasporto, che si traducono in lunghe attese, disagi e sovraccosti. E la situazione rischia di peggiorare con l’avvio dei cantieri ferroviari in porto e il debutto della stagione dei traghetti.

“La perdita di produttività economica  generata dai disservizi del sistema portuale e dei terminal del porto di Genova non può più essere sostenuta solo dalle imprese di autotrasporto, ma deve essere condivisa da tutta la filiera  di servizio alla merce”, affermano le associazioni dell’autotrasporto ligure. Aliai, Anita, Cna-Fita, Confartigianato Trasporti, Fai, Fiap, Lega Cooperative e Trasportunito hanno scritto alle organizzazioni imprenditoriali e di rappresentanza dell’industria, della logistica e del commercio, all’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Occidentale, a Regione, ministero dei Trasporti e delle infrastrutture, alla Capitaneria di porto e al prefetto di Genova annunciando l’applicazione della “congestion fee” a partire dal 3 giugno, come una “responsabile compartecipazione agli extra costi generati dai disservizi generati dall’operatività portuale dei terminal, allo stato sostenuti in via esclusiva dalle imprese di autotrasporto”. Extracosti che rischiano di creare “un grave pregiudizio alla continuità del servizio di trasporto, all’economia territoriale e all’occupazione, oltre a compromettere gravemente i livelli minimi di sicurezza stradale”.

A chiusura della comunicazione le associazioni auspicano l’intervento dell’Autorità di sistema portuale del Mar ligure occidentale sui terminalisti e per fare sì che sia riconosciuta la “situazione di eccezionale criticità operativa” da tutti i soggetti della filiera logistica, in modo che la maggiorazione richiesta non sia considerata una “decisione unilaterale, bensì un parziale risarcimento” dei sovraccosti subiti dalle imprese di trasporto che operano da e per il porto di Genova.