Editoriale del Direttore

Porto di Genova, ora Salvini e Rixi pensano a Francesco Parola come commissario-presidente

Il consigliere di Art sarebbe la carta del Mit per accelerare sulla nomina del numero 1 di Adsp. In campo per sostituire Piacenza rimane anche l’ammiraglio Pettorino

Partiamo dai fatti. L’attuale commissario della Adsp Genova/Savona/Vado, Paolo Piacenza, è indagato per abuso di ufficio. Dagli atti resi noti dall’indagine della Procura di Genova emerge che era a conoscenza dell’occupazione abusiva da parte dell’imprenditore Aldo Spinelli di un’area portuale, l’ex carbonile sotto la Lanterna. La sua posizione in qualità di commissario straordinario ha inevitabilmente perso autorevolezza e ruolo. E tralasciamo le altre vicende che riguardano la concessione trentennale, sempre al gruppo Spinelli, del Terminal Rinfuse: è materia di indagine. Che lo scalo genovese stia subendo un rallentamento delle attività proprie dell’Authority è sotto gli occhi di tutti.

Sindacati e imprenditori iniziano a rendere pubblici fastidio e disappunto. Già sono giunte le dichiarazioni preoccupate della Culmv secondo cui sono a rischio stipendi e quattordicesima dei portuali. Non si possono aspettare le europee, le analisi sul voto, i nuovi equilibri tra le forze politiche. I problemi delle banchine di Genova, Savona e Vado richiedono di intervenire al più presto per la messa in sicurezza dei porti.

Per questo motivo, e Shipmag lo sostiene da tempo, va avviata subito la procedura per la nomina del presidente della Adsp. Il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, e il suo vice e braccio destro, Edoardo Rixi, sono di fronte a un bivio. La prima strada porta alla sostituzione dell’attuale commissario con un ammiraglio: il nome più gettonato è quello di Giovanni Pettorino, 67 anni, ottimo conoscitore di Genova essendo stato comandante del porto. Per il centro destra di governo (nazionale e locale) si tratterebbe, però, di una sorta di ammissione di responsabilità: l’impossibilità o incapacità di proporre una figura competente e per bene alla guida di un nodo fondamentale dell’economia italiana. In pratica, scegliendo un militare, il governo finirebbe per dare ragione al teorema della Procura sul malaffare imperante nel porto di Genova.

La seconda strada parte dal presupposto che vi siano personalità preparate e all’altezza del compito tra gli attuali presidenti di Adsp e non solo, che potrebbero assumere il ruolo di commissario in attesa del completamento della procedura di nomina, per poi essere investitidel ruolo di presidente. Un commissario con la prospettiva di diventare presidente potrebbe lavorare, gestire e programmare con una visione di ampio respiro. Insomma sarebbe la cosa più vicina alla normalità operativa. Ricordiamo che Rixi ha detto che la nomina del numero uno dell’Authority potrà avvenire solo il prossimo anno (All’inizio, a metà, alla fine? Boh). Certo, sarebbe necessario un atto di generosità, che facesse perno su capacità e competenze, piuttosto che sulla “fedeltà” politica. Sappiamo, però, che i bei sogni difficilmente si avverano. Epperò la ricerca di un personaggio che non sia un mero traghettatore, ma bensì una figura autorevole in grado di diventare presidente, secondo indiscrezioni attendibili, inizia a far breccia fra i maggiorenti più avveduti del centro-destra.

Così, accanto al nome di Pettorino, viene dato in grande ascesa quello di Francesco Parola. Collaboratore del vice ministro Rixi in Regione e al ministero, a suo tempo indicato dalla Regione nel Comitato di gestione della Adsp, ma poi dirottato nel board di Art (Autorità di Regolazione dei Trasporti). Nato a Genova nel 1977, laurea in Economia Marittima e dei Trasporti e dottorato di ricerca presso la facoltà di Ingegneria dell’Università di Genova, Parola ha studiato e insegnato in università italiane ed estere e ha fatto parte degli organi direttivi di enti e società del settore portuale e marittimo. In particolare è stato membro del Comitato di Gestione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale (negli anni 2017-2018). I principali interessi di ricerca di Parola riguardano le strategie delle imprese di trasporto e logistica nei percorsi di crescita e internazionalizzazione, con particolare riferimento alle dinamiche competitive tra imprese e alle forme di collaborazione pubblico-privato. È anche autore o co-autore di oltre 140 pubblicazioni accademiche, in particolare su riviste internazionali, che gli sono valse numerosi premi e riconoscimenti per l’attività di ricerca scientifica.

Insomma, Parola sarebbe una buona carta da spendere per Salvini e Rixi. L’importante è che si faccia in fretta. Il porto di Genova non può attendere oltre.

Foto di Francesco Merlo concessa da Adsp