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“Il porto di Valencia può espandersi”: Bruxelles rigetta il ricorso di un cittadino

Il terminal definitivo sarà composto da 1.970 metri di banchina e 12,2 metri di pescaggio e 140 ettari di superficie

Bruxelles – La Commissione Europea ha deciso di non opporsi al progetto di ampliamento a nord del porto di Valencia, sostenendo che il ricorso presentato “manca di una base giuridica” e ribadendo che “non esiste alcuna prova di violazione o mancato rispetto della normativa europea”. 

Con queste parole Bruxelles ha archiviato la questione sollevata dalla denuncia di un cittadino. Già il 3 maggio l’Esecutivo Comunitario segnalava di non essere stato in grado di individuare “indicazioni di un possibile mancato rispetto della normativa comunitaria applicabile in materia ambientale” in merito all’ampliamento del porto. Il portavoce di Bruxelles nella commissione per le petizioni del Parlamento europeo, Daniel Fernández Gómez, ora ha aggiunto: “Bruxelles ritiene che le risorse del sistema giudiziario spagnolo siano più appropriate per questa materia”.

Il ricorrente dinanzi alle istituzioni europee aveva denunciato i numerosi cambiamenti che il progetto ha subito dalla sua presentazione nel 2005 alla sua approvazione nel 2007.

Il presidente dell’Autorità portuale di Valencia, Aurelio Martínez, ha ricordato nel suo discorso alla Commissione che le modifiche saranno apportate in conformità con l’ultimo progetto e che l’ultimo studio di fattibilità è stato richiesto in un momento in cui tale ampliamento era già stato completato”.

Il terminal definitivo sarà composto da 1.970 metri di banchina e 12,2 metri di pescaggio e 140 ettari di superficie.

L’Autorità Portuale di Valencia ha negato che tale espansione avrà un impatto ambientale negativo, come indicato dal firmatario. L’autorità portuale ha infatti precisato che il nuovo progetto “non comporterà un aumento significativo delle emissioni generate” e che il nuovo terminal sarà automatizzato ed elettrificato, “il che implica una riduzione delle emissioni”. Ha inoltre insistito sul fatto che la nuova configurazione, così come l’aumento del volume del materiale dragato “non comporterà in questa fase un aumento significativo degli scarichi o dei rifiuti verso la costa o nei canali pubblici”.