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Porto di Venezia: ancora una fumata nera sul bilancio. Musolino: “Situazione inspiegabile con ricadute gravi”

Venezia – “La situazione, assolutamente inedita a livello nazionale, è tanto più inspiegabile se si considera che l’ente ha un bilancio particolarmente florido, oltre che già validato dai revisori nominati dal MEF e dal MIT, nonché col parere favorevole dell’Organismo di parternariato”. E’ il commento a caldo del presidente Pino Musolino dell’AdSP MAS a margine della seduta del Comitato di Gestione dell’ente, programmata con convocazione urgente al fine di approvare la variazione ai residui attivi e passivi dell’esercizio finanziario 2019 e il rendiconto generale per l’esercizio finanziario 2019.

Seduta che si è risolta, come da copione, in nulla di fatto per l’assenza dei componenti della Città Metropolitana di Venezia Fabrizio Giri e della Regione Veneto Maria Rosaria Campitelli. Dopo aver atteso 20 minuti come da regolamento interno, il presidente Musolino ha rilevato la mancanza del quorum strutturale e ha decretato l’assenza del numero legale per procedere con la seduta, dandone atto nel verbale. Alla seduta erano presenti, oltre al presidente Musolino, il direttore marittimo della Capitaneria di Porto di Venezia Piero Pellizzari, il segretario generale dell’AdSP MAS Martino Conticelli, Angelo Passaro, presidente del Collegio dei Revisori dei Conti e componente del MEF, Francesco De Nardo e Laura Mazzone, membri del Collegio dei Revisori dei Conti e componenti MIT.

“I componenti del Comitato Giri e Campitelli hanno rifiutato oggi la terza opportunità che era stata loro offerta per dimostrare che il futuro dei porti di Venezia e Chioggia è più importante di qualsiasi tattica di breve periodo o questione di natura personale – ha spiegato il presidente Musolino -. La loro scelta di irrazionale intransigenza, nonostante l’ente abbia continuato anche in questi giorni a produrre spiegazioni supportate da dati e pareri inoppugnabili sull’efficacia delle sue azioni, ha ricadute gravi, perché rischia di limitare l’operatività dell’Autorità in una fase congiunturale che richiederebbe, invece, soluzioni condivise innovative e flessibili per rilanciare il cluster marittimo e scongiurare eventuali crisi occupazionali”.

Come anticipato ieri da ShipMag, a questo punto, vista la singolarità della situazione, la pratica passa nelle mani del MIT