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D’Agostino: “E’ vicenda anomala, ma confermo le dimissioni se ci sarà sciopero a oltranza”

Il presidente del porto di Trieste lo conferma durante la trasmissione “Otto e Mezzo” di Lilli Gruber: “Siamo di fronte a un paradosso”

Trieste – “Se lo sciopero contro il Green Pass obbligatorio sarà ad oltranza com’è stato minacciato dal Comitato Lavoratori Portuali di Trieste, confermo le mie dimissioni”. Sono lapidarie le parole che Zeno D’Agostino, presidente del porto Trieste, rilascia in serata durante la trasmissione “Otto e Mezzo” di Lilli Gruber.

D’Agostino denuncia la situazione surreale che sta vivendo il porto giuliano: “La situazione è così anomala che è anche difficile raccontarla – ammette il presidente -. Mi trovo di fronte ad un paradosso: a chi non è vaccinato viene messo a disposizione il tampone gratuito e potrà venire a lavorare con il certificato verde, mentre chi è vaccinato ed è no green pass non verrà a lavorare”. La protesta è politica, chiede la Gruber? “Intanto, puntualizziamo che venerdì alla manifestazione no green pass parteciperanno anche alcuni portuali. Manifestazione che partirà dalla città e arriverà sino ai varchi portuali. Ma questa situazione impedirà al porto di lavorare normalmente”.

D’Agostino ricorda quando i portuali si schierarono con lui in un momento difficile della sua presidenza: “In quel momento, ci fu una grande empatia con i lavoratori. Ma il legame si è rafforzato anche grazie all’impegno profuso dall’Authority che ha tolto tutto il precariato del lavoro in porto e ha creato un’Agenzia del lavoro portuale che ha coinvolto oltre 200 persone”.

Monfalcone non sciopera

Intanto i lavoratori del porto di Monfalcone hanno sospeso lo sciopero dopo l’accordo sui tamponi gratuiti per i portuali: “Ritenendo soddisfacente il risultato raggiunto avendo trovato la soluzione a quei lavoratori che rischiavano altrimenti di non poter raggiungere il posto di lavoro dal 15 ottobre in poi, riteniamo opportuno il ritiro dello stato di agitazione e il blocco degli straordinari con effetto immediato” scrivono in una nota Cgil, Cisl, Uil e Ugl