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Referendum a Vado, vincono Cgil e Cisl: no alla proposta di contratto. APM Terminals: “Ora si torni all’operatività”

Vado – La Cgil vince la battaglia contro il referendum al terminal Apm di Vado. La votazione per il cambiamento del contratto a cui la Cgil e la Cisl erano contrarie, ha respinto la proposta dell’azienda sotenuta invece dalla Uil.

Il verbale del referendum

“I lavoratori Vado respingono quindi l’accordo con 84 “No” e 70 “Si”. Passa la quindi la posizione di Filt Cgil e Fit Cisl. “Non si può fare accordi peggiorativi rispetto contratto unico nazionale dei lavoratori dei porti” scrvenano questa mattina i sindacati che hanno vnto la battaglia sulle chat dei portuali.

Ieri Cgil e Cisl avevano anche annunciato un ricorso contro il referendum per “comportamento anti sindacale”. La vicenda ha fatto scoppiare una guerra tra i sindacati.

“Concluso il referendum tra i lavoratori del nuovo Container Terminal, si torni all’operatività per terminare le opere accessorie dell’opera portuale più importante realizzata in Italia negli ultimi 30 anni. E’ necessaria ora la coesione di tutte le forze politiche e sociali del territorio perché da start up APM Terminals Vado Ligure si confermi una realtà importante nel panorama logistico internazionale”, dichiara una nota di APM Terminals Vado Ligure con cui società puntualizza che “ha preferito attendere la fine del referendum tra i lavoratori prima di commentare qualsiasi fatto o gesto avvenuto perché non ha voluto in alcun modo condizionarne l’esito”.

In particolare, sulle accuse di dumping APM Terminals Vado Ligure precisa che “i contenuti dell’accordo integrativo ricalcano prassi in essere all’interno di analoga tipologia di contratti applicati in altri terminal portuali in Italia”. Per ciò che riguarda i “ventilati comportamenti antisindacali che hanno portato a un ricorso in Tribunale di Savona da parte della Filt-CGIL per il non aver consentito l’accesso ai seggi del referendum”, APM Terminals Vado Ligure ribadisce che “non vi è stato alcun comportamento in tal senso, avendo rispettato le regole interconfederali per la composizione della commissione elettorale. Pertanto, dopo aver conosciuto i contenuti del ricorso, farà valere le proprie ragioni nelle sedi più opportune”.

Per ciò che riguarda la definizione di start up di Vado Gateway da parte di alcuni, la società ricorda che “il nuovo Container Terminal non è ancora a regime e che si stanno ancora ultimando alcune opere accessorie grazie alle quali il pieno potenziale della piattaforma potrà essere espresso”. La società ricorda inoltre che “la discussione sull’integrazione aziendale – la cui durata è a valere per soli 10 mesi – è iniziata molto tempo addietro e, solo negli ultimi mesi, ha visto una serrata attività del tavolo di trattativa, con numerose osservazioni di tutte e tre le sigle sindacali – CGIL Cisl e Uil – che sono state recepite all’interno del documento finale”.

In tale contesto, aggiunge la società, “si è arrivati ad una proposta di accordo che definisse le modalità organizzative per la fase di start up operativa del terminal, che valesse fino al 31 marzo 2021. Si rammenta infatti che il terminal ad oggi non è ancora finito e che l’attività commerciale deve ancora crescere e consolidarsi, proseguendo contestualmente con la formazione delle risorse inserite”. L’azienda guarda avanti: “A conferma della validità del percorso intrapreso l’approdo avvenuto ieri in banchina della Maersk Genoa che, con i suoi 337 metri di lunghezza e 48 di larghezza, rappresenta la più grande portacontainer mai approdata al nuovo Container Terminal dall’avvio dell’operatività dell’infrastruttura avvenuto lo scorso febbraio”.