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Cingolani: “All’Italia servono due rigassificatori nuovi entro il 2024”

I due nuovi rigassificatori (“sono navi che un giorno andranno via”), “non possono essere posizionati al Sud. Ci sono due sedi: una è Piombino e l’altra Ravenna”

Roma – “Ci sono due punti che vorrei lasciare a chi mi seguirà: è fondamentale che gli stoccaggi vengano riempiti al 90%, siamo al 71 ma dobbiamo arrivare al 90 e possibilmente oltre. Secondo punto: la metà dei 25 miliardi di metri cubi nuovi di gas è gas liquido quindi ci servono due rigassificatori nuovi“. Lo ha detto il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani in conferenza stampa al Mite.

I due nuovi rigassificatori (“sono navi che un giorno andranno via”), “non possono essere posizionati al Sud. Ci sono due sedi: una è Piombino e l’altra Ravenna. Piombino è quella pronta prima: la sicurezza nazionale passa a Piombino. Ravenna è pronta ma ha bisogno di un anno in più per fare un raccordo. E’ fondamentale che i due rigassificatori tra il primo trimestre del 2023 e il primo trimestre del 2024 entrino in funzione”, ha aggiunto Cingolani.

Il gas russo
Anche nel caso in cui le forniture russe si interrompessero completamente con gli attuali piani di stoccaggio l’Italia avrebbe gas a sufficienza fino a febbraio. Lo ha detto Cingolani presentando il piano del gas al Mite. Il ministro ha precisato che “la mancanza di gas russo sarà compensata da nuove forniture algerine e per questo non si prevedono misure di contenimento drastico della domanda da parte delle industrie. Al momento, la sicurezza energetica è garantita con un piano nazionale di risparmi sul gas assolutamente leggero e sostenibile”.