Porti e Infrastrutture

Rixi: “La Gronda su Genova? Il problema è come finanziarla”

Secondo il viceministro a Infrastrutture e Trasporti, ci sono opinioni (e valutazioni) differenti fra Cdp e i fondi azionisti

Genova – “Il problema della Gronda è come finanziarla”. Il viceministro alle Infrastrutture e Trasporti, Edoardo Rixi, spiega che dal punto di vista progettuale e tecnico siamo alle battute finali per le progettazioni, adeguate alle ultime norme di un’opera che sconta il fatto di essere stata progettata ormai molti anni fa, ma è un altro l’elemento critico: “Ora il tema è l’accordo finanziario”, sottolinea parlando in collegamento video al convegno organizzato da Confindustria Genova dedicato proprio a “Nuove infrastrutture per nuovi servizi di mobilità”.
“Aspi aveva un Piano economico finanziario per 14,7 miliardi di euro – spiega Rixi – secondo i fondi è passato, per le stesse opere (fra cui la Gronda, ndr) a 30 miliardi; secondo Cdp e gli amministratori saremmo intorno ai 22 miliardi. Quindi il problema che abbiamo oggi sulle opere autostradali, al netto di quelle già cantierizzate, è che ci vorrà un accordo complessivo con l’attuale proprietà sulla gestione dei livelli economici” . In queste settimane dovrebbe essere nominato il nuovo consiglio di Cdp e a quel punto si aprirà la discussione anche sui ritorni della Gronda un’opera di 72 km, 25 gallerie e 37 viadotti.
“Qualcuno in passato ipotizzava l’aumento dei pedaggi per finanziarla, ma questo avviene con l’approvazione e la valutazione del Pef e un aumento esponenziale dei pedaggi non è possibile per due motivi: perché è illogico che un utente paghi per un’opera che non vedrà, visto che parliamo di lavori che dureranno almeno 10 anni e perché il trasporto pesante, in un sistema come quello portuale genovese, porterebbe fuori mercato l’intera rete, salvo che il governo non vada a calmierare i pedaggi, ma dovrebbe trovare un centinaio di milioni l’anno – spiega Rixi -. Pensiamo che l’opera deve essere ripagata nella vita utile e non nel periodo concessorio”. E lo stesso discorso vale per la Torino-Savona.
Sempre proposito del finanziamento, un aiuto potrebbe arrivare dai fondi previdenziali. “Spero entro fine anno di togliere alcuni vincoli – ha aggiunto Rixi – come quello dei fondi previdenziali che non possono investire sulle infrastrutture, perché questa sarebbe un’altra fonte di finanziamento importante”.
E c’è un altro passaggio imminente che riguarda le autostrade. “Per il settore autostradale entro la fine dell’anno rivedremo alcuni parametri concessionari – dice Rixi -. Nei prossimi giorni avremo incontri a palazzo Chigi proprio per andare a capire quali devono essere gli elementi da inserire, perché una delle milestone del Pnrr è proprio fare un tagliando al sistema concessionario autostradale”. Uno dei temi è la differenziazione delle tariffe, diverse nelle ore notturne rispetto a quelle diurne “e l’altro tema è che le opere devono essere ammortizzate nel periodo di vita utile non nel periodo concessorio, altrimenti c’è il rischio di aumenti tariffari insostenibili”.