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Rossi (Assoporti): “Sì alle tasse sui canoni, ma non parliamo di IVA né di aiuti di Stato”

Genova – “Non ho strumenti giuridici per essere ottimista o pessimista, mi fido del parere degli esperti giuristi. Con la convinzione, naturalmente, di essere dalla parte della ragione”. Lo ha detto Daniele Rossi, presidente di Assoporti, intervenendo al webinar organizzato da Assiterminal a proposito del ricorso, annunciato dalla ministra Paola De Micheli, in materia di tassazione delle AdSP.

“Credo che la situazione vada affrontata prima di tutto sul piano giuridico, e Assoporti ha espresso la volontà sia di appoggiare l’azione del MIT sia la volontà di agire direttamente. Saremo tutti presenti: noi come Assoporti e le singole Autorità, lo faremo per dare un segnale politico forte. C’è, però, un altro piano, più pragmatico. Se una vicenda del genere fosse capitata agli americani, l’avrebbero affrontata in un altro modo: io vorrei affrontarla così. Avrebbero mandato una portaerei della classe Nimitz al largo del Belgio…  Le nostre portaerei si chiamano Munari, Zunarelli e Maresca: schieriamole. E ricordiamoci che gli americani di missili non ne hanno mai sparati”.

Per quanto riguarda il merito della questione, Rossi non ha dubbi: “Le tasse sul reddito, sui canoni, mi spaventano poco o niente. Se dobbiamo pagare le tasse sui canoni ci sarà una contabilità di tipo civilistico e fiscale: avrò sì dei ricavi, ma anche dei costi, degli ammortamenti. Nessuno potrà pretendere di affermare che le Adsp hanno solo ricavi. Faccio un esempio. Se Genova inserisce alla voce costi il miliardo che dovrà spendere, se basterà, per la diga foranea, quando pagherà le tasse chieste dell’UE? Il tavolo da aprire è questo: i canoni li tassiamo, ma sull’altro piatto della bilancia mettiamo i costi, anche quelli sostenuti dallo Stato”.

“Certo – ha aggiunto Rossi -, non si deve parlare di IVA. Il rischio è farsi trascinare in conseguenze devastanti. La negoziazione che auspico deve essere in questi termini: non si deve parlare né di IVA né di aiuti di Stato per i trasferimenti utilizzati per realizzare infrastrutture. Io dico che possiamo farcela, fermo restando che l’iniziativa politica forte del governo è condivida da tutte le Adsp”. Con quali tempi? “Abbiamo delegato i professori Deiana Patroni Griffi a presidiare l’argomento per non incorrere in errori sulle tempistiche. I tempi, da quello che sto vedendo, sono molto stretti: ci dovremo muovere velocemente”.