Green&Tech Interviste

Salerno (RINA) suona la sveglia all’Italia: “Senza certificazioni in remoto rischia di perdere armatori”

Genova – “L’Italia viaggia a una velocità troppo bassa per chi, come noi, si confronta con i mercati globali. E non è solo questione di emergenza Covid: noi siamo arrivati per primi a questo traguardo perché abbiamo iniziato a lavorarci anni fa. Investendo e credendo nell’innovazione. Per il RINA i ritardi italiani, lo dico a malincuore, non sono un problema. Noi possiamo lavorare in ogni parte del mondo: è questione di reputazione, di qualità delle persone. Il rischio è un altro: se la bandiera italiana perde competitività, è normale che gli armatori inizino a guardarsi intorno. E le alternative non mancano. Dal nostro punto di vista, cambia poco”. E’ l’allarme lanciato oggi sul Secolo XIX dall’a.d. del gruppo RINA, Ugo Salerno, in merito all’impossibilità di effettuare ispezioni e certificazioni in remoto in Italia.

Dopo avere stretto un accordo con l’autorità marittima liberiana, ha detto Salerno al giornale ligure, il RINA sta chiudendo intese “con le più importanti autorità al mondo. Quello che in molti non capiscono è che fermare la tecnologia non è possibile. Queste ispezioni sono fatte in sicurezza, garantiscono la massima qualità e, diciamolo, sono destinate a ridurre sensibilmente costi e rischi. E poi, con questo sistema abbiamo un monitoraggio continuo della nave: l’ispezione non è più un esame a sorpresa, è la chiusura formale di un’attività che va avanti per mesi“.