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Sangalli: “Tir e navi, servono sostegni per la svolta green”. Il Registro internazionale? “Occorre rafforzarlo”

Dal 6° Forum Internazionale di Conftrasporto, il presidente di Confcommercio indica le priorità in tema di sostenibilità. Uggé: “La transizione green passa per l’intermodalità”

Roma – “Il nostro Paese non può rinunciare ai servizi di trasporto capillare, che l’autotrasporto garantisce. E qui occorre, secondo noi, una strategia duratura in favore dell’intermodalità, dalle autostrade del mare al combinato ferroviario, insieme a un processo di rinnovo del parco circolante e delle flotte, a cominciare dalle navi e dai traghetti.  Il tema delle infrastrutture e dei trasporti richiama, infatti, la grande sfida della transizione verde e della sostenibilità. Con un’avvertenza: la sostenibilità o è assieme ambientale, economica e sociale, oppure non è”.

E’ quanto ha dichiarato il presidente di Confocommercio, Carlo Sangalli, parlando in apertura al 6° Forum Internazionale di Conftrasporto. Nel suo discorso, il presidente ha segnalato che il mondo dell’autotrasporto sta andando nella direzione giusta in tema di sostenibilità e transizione ecologica: “Già oggi oltre il 40% delle imprese ha acquistato mezzi a minor impatto ambientale – ha detto -. Serve, però, un maggior sostegno per favorire il rinnovo del parco circolante e navigante per un concreto sviluppo sostenibile dei trasporti. Servono buone infrastrutture, e penso, ad esempio, a porti facilmente accessibili sia dal mare che dalla terraferma o all’alta velocità che deve essere “di rete” nel suo complesso, quindi disponibile per tutti”.

In materia di porti, ha sottolineato Sangalli, “occorre invece maggiore chiarezza rispetto ai compiti delle diverse Autorità competenti e maggiore omogeneità di condizioni a livello nazionale”. “D’altro canto, riteniamo che vadano mantenute le buone pratiche di questa stagione difficilissima – ha proseguito -: dalla sospensione dei divieti di circolazione dei mezzi pesanti, alle proroghe di validità dei documenti di circolazione, fino agli interventi a sostegno del comparto marittimo-portuale, vero e proprio pilastro della competitività del Paese, per il quale occorre rafforzare la buona pratica del Registro internazionale e valorizzare l’Italia come piattaforma logistica europea”.

Per i trasporti, in particolare, ha osservato Sangalli, bisogna poi sciogliere il nodo dello “stesso mercato e stesse regole” che è ancora sul tavolo. “Penso, ad esempio, al green pass degli autotrasportatori italiani e quello per gli stranieri e, in generale, alla concorrenza sleale sul costo del lavoro”. “In sintesi – ha concluso il presidente – c’è bisogno di un sistema dei trasporti più efficace e più efficiente, più sicuro e più sostenibile, per un Paese più accessibile e pienamente integrato con i corridoi logistici europei”.

A margine dei lavori del Forum, il presidente di Conftrasporto Paolo Uggè, ha ribadito un concetto più volte espresso sul tema dell’intermodalità: “La transizione green nella logistica passa per lo sviluppo dell’intermodale”. “La nostra richiesta – ha aggiunto – è di dare più risorse all’intermodale. Se invece vogliamo fare degli interventi che riguardano più una logica di immagine, rischiamo di trovarci a non spendere le risorse destinate a a non produrre i benefici attesi per l’ambiente”. “Il potenziamento del trasporto combinato – ha concluso Uggè – è una necessità per il Paese“. 

Al Forum è stato presentato il Rapporto dell’Ufficio Studi di Confcommercio sui trasporti e la sostenibilità (in allegato) e il documento Isfort sulla “Transizione ecologica dei Trasporti, logistica, e intermodalità”, (in allegato).

In particolare, nel secondo documento sono emerse alcune evidenze:

  • In Italia, solo per i settori tradizionali (filiere legate a minerali e metalli, industrie del legno, dell’auto, della componentistica…), la trasformazione riguarderà direttamente oltre il 10% degli addetti delle imprese private.
  • L’autotrasporto negli ultimi 30 anni ha ridotto del 30% le emissioni di Co2, contro il 20% dell’intera economia, e nel solo 2021 il 41,1% delle imprese dichiara di aver acquistato mezzi a minor impatto ambientale, il 18,1% ha compiuto azioni meno inquinanti, il 17% migliorato la capacità di carico di veicoli. Ma Il 97% dei camion immatricolati nel 2020 è ancora diesel e continua a pagare tributi sproporzionati per le emissioni climalteranti, mentre l’era dell’idrogeno verde è ancora lontana.
  • Sul fronte marittimo, dal 2008 al 2018 le emissioni del trasporto merci internazionale sono scese di quasi il 7%, a fronte di un aumento di merci trasportate del 34%. Si va verso la transizione, ma la rotta è incerta. Un dato su tutti: soltanto il 12% delle navi attualmente in costruzione è alimentato con fuel alternativi (per la maggior parte GNL).
  • L’autotrasporto e il trasporto merci marittimo rappresentano insieme una quota modale del 90%, nei prossimi anni si prevede un aumento considerevole dei traffici su gomma che costringeranno l’autotrasporto a ridurre dell’80% le emissioni entro i 2030. Ma le risorse del PNRR si concentrano quasi esclusivamente nelle reti ferroviarie per il trasporto passeggeri. Occorre invece sviluppare l’intermodalità e sostenere il rinnovo dei mezzi stradali e navali.