Porti e Infrastrutture

Scandalo Toti, Rixi avverte: “Ora il rischio di uno stop ai cantieri”

Salvini: “Mi auguro che le indagini a Genova non blocchino le tante opere sulle quali stiamo lavorando in Liguria

Genova – Non nasconde la sua preoccupazione il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi. “Il tema è Genova, ma il tema è anche l’intero Paese. Bisogna capire se è solamente legato ai fatti che leggiamo, mi sembra abbastanza preoccupante, nel senso che nessuna impresa prenderà più un appalto pubblico, magari dopo essere stata ad una cena elettorale”. Rixi traccia questo scenario durante un’intervista a Radio 24. “Quello che passa è che si fanno le opere per ingraziarsi un imprenditore che ti dà 70mila euro, siamo all’inizio di un ‘cinema’ che durerà anni e che rischia di bloccare tutti i cantieri”, ha proseguito.
Oltre ai possibili contraccolpi sui lavori in corso o imminenti, Rixi pensa che il governatore Giovanni Toti abbia poco tempo per chiarire la sua posizione, altrimenti meglio girare pagina. Il viceministro ipotizza addirittura scenari geopolitici contro la diga di Genova. “Noi siamo passati da atti che risulterebbero secondo gli inquirenti già nulli o viziati nel 2020-2021, siamo nel 2024, e quindi tutti gli atti successivi, oggi, leggendo le intercettazioni, vengono visti sotto una luce diversa. Perciò potrebbe esserci un effetto catena non solo sul porto, ma su moltissimi appalti, anche sul retroporto di Alessandria per il Piemonte, per esempio”. Quanto alla diga di Genova, con lavori che da poco hanno preso il via, l’opera ad avviso del viceministro “è assolutamente utile per evitare situazioni di monopolio nel porto di Genova e per rilanciare il sistema marittimo e portuale europeo, con la situazione che abbiamo in Ucraina, abbiamo la necessità di rafforzare la nostra presenza nella marittimità”.
Secondo Rixi, “Genova e il completamento del terzo valico, il retroporto di Alessandria e le nuove banchine consentirebbero un aumento dei volumi importante, e consentirebbe al nostro Paese, ma anche all’Europa, di avere nuovi corridori da tenere aperti in qualsiasi condizione”. Il viceministro genovese ha aggiunto che occorre anche chiedersi se dietro l’inchiesta che ha travolto il governatore Toti “ci sia qualcosa di molto più grosso e d’inquietante”, rispetto all’ipotesi “del solito attacco della magistratura”, e se ci saranno ripercussioni sugli altri scali, come Livorno, Trieste, Napoli. La diga di Genova, “come il ponte sullo Stretto”, ha proseguito, “ha degli interessi che vanno oltre i politici locali e nazionali: negli ultimi mesi c’è stata un’accelerazione in una marea di processi, proprio perché se parte quest’opera è tutta l’area geografica del Nord-Ovest in Italia che diventa qualcosa di completamente diverso. Quindi ridurla alla sola banchina di Spinelli… Parlo d’interessi geopolitici, perché leggendo le 9000 pagine, ci sono cose interessanti”.
Secondo Rixi, “parlano persone che hanno visioni, che vanno dalla Cina fino agli Stati Uniti. Io spero che queste cose vengano tenute in considerazione. Toti? “O si chiariscono le questioni durante il riesame, oppure ovviamente è difficile pensare di governare per due anni in assenza del governatore”. Per inciso, il il viceministro caldeggia il ritorno al finanziamento pubblico dei partiti, pur ritenendo “prematuro, al momento, parlare di temi legati alle elezioni regionali”. Sul caso Toti è intervenuto anche il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini.
“Non contesto i guai giudiziari di nessuno e non li commento – ha detto – E non spero nelle manette per nessuno, ma chi sbaglia paga – ha detto Salvini -. Mi auguro che le indagini a Genova non blocchino i tanti cantieri che abbiamo aperto in Liguria, perché non servono a Salvini o a Toti, ma servono ai genovesi e ai liguri”.