Porti Traghetti

Short sea shipping, crollano i traffici fra Italia e Spagna: -18,5%

Barcellona – L’Associazione spagnola per la promozione del trasporto marittimo a corto raggio (SPC Spain) ha diffuso i risultati statistici della prima metà dell’anno, che confermano l’impatto della crisi causata dal virus sul traffico marittimo a corto raggio. I dati, che includono cabotaggio, rinfuse e collegamenti con le isole, si attestano a un totale di 119,7 milioni di tonnellate, che rappresentano l’11,1% in meno rispetto allo stesso semestre del 2019.

Le maggiori diminuzioni si sono registrate nel traffico di cabotaggio, con un calo del 16,7%, mentre nel traffico estero il calo è stato del 9,8%. Per segmento, il ro-ro internazionale (esclusi i veicoli commerciali) ha registrato 10,1 milioni di tonnellate, che rappresenta un calo dell’11,5% rispetto allo stesso semestre dello scorso anno. “Questo dato contrasta nettamente con l’aumento del 10,1% registrato nella prima metà del 2019”, sottolinea SPC, evidenziando come che la costa atlantica abbia registrato un calo maggiore (-13,7%) rispetto a quella mediterranea (- 11,5%).

L’organizzazione evidenzia la riduzione “netta” del traffico passeggeri subìta dai porti spagnoli, che supera il 55% a livello globale. Un fatto definito “rilevante”, poiché sebbene l’osservatorio statistico non monitori questo traffico, è utile a garantire la redditività economica di molteplici servizi marittimi a corto raggio.

Sul versante atlantico si sono registrate diminuzioni con la sola eccezione del Belgio, il cui traffico è aumentato del 15,6%. Nel Mediterraneo i flussi con tutti i Paesi sono diminuiti, con il picco dei traffici con l’Italia (-18,5%), mentre con il Marocco la riduzione è stata lieve (-2,9%).

Un altro degli aspetti evidenziati dall’associazione è l’impatto sul trasporto di veicoli, che ha registrato un drastico calo del 38,1% rispetto allo stesso semestre del 2019.