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Sistema ETS, Londra guarda a Bruxelles per ridurre le emissioni nel trasporto marittimo

MIlano – Londra guarda a Bruxelles per ridurre l’inquinamento nel trasporto marittimo entro il 2050. Ad annunciarlo è stato il ministro Robert Courts il quale ha affermato che il Regno Unito potrebbe seguire la proposta dell’Unione Europea di includere il trasporto marittimo nel suo  sistema di scambio quote di emissioni (ETS), in cui vengono imposti limiti di inquinamento a servizi di pubblica utilità, fabbriche e compagnie aeree.

La Gran Bretagna ha sviluppato il proprio mercato delle emissioni in seguito all’uscita dall’UE a gennaio. “Vogliamo lavorare con partner internazionali perché la collaborazione e la cooperazione sono fondamentali per progredire in questo settore”, ha dichiarato il ministro dei Trasporti marittimi Courts.

“L’industria marittima è responsabile di un’enorme quantità di inquinamento. Se fosse un paese, il trasporto su mare si collocherebbe accanto alla Germania come il sesto più grande emettitore di anidride carbonica al mondo, secondo la Banca mondiale. Ma i progressi sono stati lenti nell’aiutare il settore a migliorarsi”, ha aggiunto il ministro.

Da qui la decisione del governo inglese di “dare un prezzo alle emissioni di carbonio attraverso un meccanismo di mercato che ha lo scopo di penalizzare gli inquinatori e di incoraggiare gli investimenti nella tecnologia verde”. Il ministero guidato da Courts ha da poco dichiarato aperta un’offerta pubblica per un fondo da 20 milioni di sterline (28 milioni di dollari) al fine di aiutare i costruttori navali a progettare una nuova generazione di navi non inquinanti.  

Il fondo fa parte del piano del ministero per garantire che tutte le navi in circolazione in UK ordinate dal 2025 in poi siano dotate di tecnologie ad emissioni zero. Il piano includerebbe qualsiasi tipo di naviglio, dalle navi che lavorano nei parchi eolici offshore alle barche a vela da diporto e agli yacht. Ma il finanziamento stimato è solo una piccola parte dell’investimento che sarà necessario per eliminare l’inquinamento dal settore marittimo.

Il Comitato inglese indipendente sui cambiamenti climatici prevede infatti che il trasporto a zero emissioni di carbonio richiederebbe una spesa di 160 milioni di sterline all’anno entro il 2035, salendo a 350 milioni di sterline all’anno entro la metà del secolo. Lo shipping non è attualmente incluso tra gli obiettivi del governo inglese di eliminare le emissioni di gas serra entro il 2050, ma il primo ministro Boris Johnson ha incluso il finanziamento di 20 milioni di sterline per l’industria navale come parte integrante del suo piano green da 10 punti annunciato a novembre.