Cargo Green&Tech Interviste

Sisto (Confitarma): “Cold ironing? Ha senso se l’energia in banchina arriva da fonti rinnovabili”

Il direttore generale dell’associazione degli armatori italiani: “Sul Pnrr bisognerebbe copiare il modello tedesco”

Genova – Avanti col PNRR ma “nessuna discriminazione”, spiega a Shipmag il direttore generale di Confitarma Luca Sisto. Una posizione chiara “perché ogni tipologia di naviglio merita questa chance”. Il dg indica il modello tedesco da seguire nella distribuzione dei fondi, applaude il Cold Ironing però chiarisce: “In Italia spesso ci si dimentica che senza le navi non esisterebbero le banchine….”

Luca Sisto

PNRR e l’armamento, la strada è quella giusta?
“Nel Fondo complementare ci sono 500 milioni per le navi green: poco più della metà saranno destinati alla costruzione di nuove navi, un po’ meno per il rinnovamento della flotta esistente mentre una piccola parte per le unità più piccole”.

Qual è la vostra posizione?
“Noi siamo dell’avviso che gli aiuti dovrebbero essere concessi a tutte le tipologie di navi. La norma stessa non sembra prevedere limitazioni in tal senso. Saremmo tuttavia favorevoli all’inserimento di un criterio di premialità a favore di unità, specie passeggeri, che servono i porti nazionali, ma fatta questa precisazione siamo convinti che le risorse dovrebbero essere utilizzate per ogni tipo di nave.”


Altrimenti cosa si rischia?
“Lo riteniamo un atto dovuto per gli armatori che hanno fatto sacrifici importanti in particolare durante l’emergenza pandemica. Oggi siamo di fronte a questa opportunità e riteniamo giusto rivolgersi a tutti i traffici senza distinzioni”.

Si può arrivare ad un punto d’incontro?
“Pensiamo di sì, in questo senso immaginiamo che a settembre ci possano essere nuovi contatti col Ministero con cui c’è un dialogo costante. E c’è anche un altro punto che riteniamo strategico su cui si debba agire”.

Quale sarebbe?
“Sarebbe utile immaginare sia una parametrazione degli interventi sostenuti dagli armatori per migliorare l’efficienza tecnologica portando anche novità ‘green’, sia pensare ad un “cap” per il contributo massimo erogabile.”

L’idea è quella di seguire il modello della Germania?
“Le misure previste dalla Germania prevedono un tetto e sono aperte a tutti i tipi di navi quindi sì, crediamo che possa essere un esempio da applicare anche in Italia. Ogni tipologia di naviglio dovrebbe essere protagonista nel PNRR e pensiamo che nel provvedimento potrebbe anche essere opportuno prevedere dei paletti per evitare alterazioni della concorrenza”.

Rispetto al PNRR, qual è il sentiment che avete intercettato presso gli armatori?
“C’è grandissimo interesse in ogni segmento del mercato, quotidianamente ci sono contatti per avere informazioni”.

Cold Ironing, cosa ne pensa Confitarma?
“Siamo assolutamente favorevoli, ma ci sono alcuni elementi che necessiterebbero di maggiore approfondimento nell’interesse dell’armamento. Iniziamo dal costo di adeguamento delle navi, senza di loro non ci sarebbero le banchine: è un’usanza tutta italiana dimenticarselo. Seconda questione il prezzo dell’energia, servirebbero tariffe che non siano spropositate altrimenti diventa un’operazione fuori mercato. E inoltre il Cold Ironing deve essere concepito per riguardare tutte le navi. Poi c’è un discorso più generale che merita un’analisi a parte”.

A cosa si riferisce?
“Siamo convinti che il Cold Ironing possa portare benefici ma bisogna ragionare anche su un altro aspetto. La nave è già oggi il mezzo di trasporto meno impattante sull’ambiente. Quindi, bene la nuova impostazione green ma la corrente elettrica che arriva in banchina deve provenire da fonti rinnovabili, altrimenti gli obiettivi di riduzione delle emissioni saranno difficilmente raggiungibili.”