Porti e Infrastrutture

Spezia, il caso dei marittimi “funamboli”. Ancip bacchetta Bucchioni: “Non minimizzi, è un fatto grave”

Roma – L’Ancip replica a muso duro al presidente degli agenti marittimi spezzini, Giorgio Bucchioni, che a distanza di alcune settimane ha commentato il caso riportato da ShipMag e da altri organi d’informazione sulla “imprudente manifestazione di equilibrismo da parte di due marittimi che lavoravano senza cinture di sicurezza su una nave operativa al Terminal LSCT”. Di seguito riportiamo il comunicato integrale.

Vale la pena però fare un passo indietro e ricordare che il caso dei marittimi nel porto di Spezia ha spinto tre pesi massimi del Pdil capogruppo in Commissione trasporti Gariglio, il vicesegretario Orlando e Andrea Romano – a presentare un’interrogazione a risposta immediata in Commissione, indirizzata alla ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli. E LSCT, a stretto giro, a chiarire di aver sospeso subito “tutte le operazioni di imbarco e sbarco richiedendo al personale di bordo di ripristinare le condizioni di sicurezza utili al proseguimento delle attività commerciali. Le operazioni di LSCT sono riprese solo dopo l’ordine di sospensione, da parte del comando nave, di queste ‘anomale’ operazioni“, ha puntualizzato la società.

Bucchioni è ritornato sul caso, dando una sua chiave di lettura: (…) “E poiché si sta discutendo di autoproduzione si è preso l’episodio a pretesto per sostenere che il marinaio è un irresponsabile sfruttato e magari poco professionale mentre il lavoratore portuale offre ogni garanzia di sicurezza e professionalità”. E ancora: “Si solleva un gran polverone che mi spiego con la volontà di strumentalizzare un episodio ‘normale’, anche se forse criticabile, ad altri fini. Ne testimonia l’entusiasmo della Compagnia Portuale di Civitavecchia che a valle del question time definisce l’avvocato onorevole Gariglio “Nostro Grande Amico e Onorevole – omissis – un grande uomo nella battaglia contro l’autoproduzione”.

Sul primo passaggio, Ancip risponde: “Tentare di giustificare e minimizzare le immagini dei fatti avvenuti nel Porto di La Spezia è un qualcosa di indegno di un paese civile e democratico come il nostro. Un episodio che ha fatto il giro del mondo e fatto rabbrividire anche i nostri compagni e lavoratori di quella splendida città portuale che è La Spezia”. Sul secondo passaggio, Ancip puntualizza: “Per quanto riguarda, la nostra amicizia con l’onorevole in questione per noi è soltanto un grande motivo di orgoglio. Un’amicizia ed una stima nata dal comune senso di rispetto delle istituzioni, della dignità del lavoro, della salvaguardia della vita umana e, non per ultimo, dalla difesa dell’interesse generale della portualità nazionale. In lui abbiamo trovato un uomo retto capace di ascoltare le esigenze di migliaia di donne e uomini e soprattutto di resistere alle forti pressioni che volevano, e vogliono tutt’ora, impedire l’approvazione del proprio emendamento. Ecco da dove deriva il nostro entusiasmo (…)”.