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Subito il presidente del porto di Genova per evitare il caos

In questa confusione logica, giuridica, amministrativa e istituzionale ecco cosa rischia lo scalo più importante del Paese

di Gabriele Arcangeli

Genova – La nomina del Commissario Straordinario dell’AdSP del Mar Ligure Occidentale, Porti di Genova, Savona e Vado, senza dubbio il sistema portuale più importante d’Italia, visto che le norme del FIT-FOR-55, se non modificate, porteranno di nuovo a zero la valenza di Gioia Tauro, appare ricca di spunti di riflessione per usare un eufemismo. Ma andiamo con ordine, i profili da osservare sono molti e tutti interessanti. Primo punto la figura del Commissario Straordinario, non prevista specificamente dalla L. 28 gennaio 1994 n.84, ma spesso utilizzata ed abusata, sia che si trattasse di AP sia che si tratti di AdSP. Il perché è molto semplice, la norma del 1994 è molto precisa nell’indicare procedure e tempi di nomina del Presidente e degli Organi, le Autorità preposte hanno tutto il tempo per limitare la vacanza del Presidente uscente ad un mero overlap. La storia, l’Amm. Giovanni Pettorino a Genova e il Dott. Zeno D’Agostino a Trieste, ci insegnano di quanto elastica, temporalmente e giuridicamente, possa essere la figura del Commissario. In realtà il commissariamento-ponte è stato la norma per le AP, nella transizione tra AP e AdSP e lo sarà per le AdSP, perché le figure coinvolte, dal Ministro all’ultimo portatore di voti rilevante in area portuale, tenteranno sino all’ultimo di ottenere un proprio uomo al comando. Più che di scelte politiche si dovrebbe parlare di raffinati progetti di ingegneria idraulica, sviluppati nel dettaglio per menare l’acqua al proprio mulino, visto ed accertato che qualche Presidente ha di certo molte competenze salvo quelle espressamente richieste dalla norma. La nomina del Commissario Straordinario Avv. Paolo Piacenza è invece assolutamente legittima, nella sostanza molto meno nella forma, e inevitabile, vista la diserzione, indotta o spontanea, di Paolo Emilio Signorini che, fuggendo da Genova verso le terre emiliane più remunerative, ha fatto anche meno strada di quella che fece il Re verso Brindisi. Diserzione, termine forte, ma come definire il comportamento di chi, a fronte di un’offerta professionale più remunerativa, lascia il posto di lavoro/ruolo a livello di massimo vertice da svolgere a tempo pieno e in via esclusiva cui è assegnata la gestione ordinaria e straordinaria dell’Ente, con preavviso temporale assolutamente inadeguato al ruolo, ammesso che un preavviso sia stato effettivamente e formalmente comunicato.

Quindi legittima la nomina ed i ringraziamenti del Commissario Straordinario al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini che lo ha immediatamente nominato evitando vuoti di gestione, qualche dubbio sulle dimissioni frettolose del Presidente uscito, non abbiamo fatto a tempo a chiamarlo uscente. E per quanto riguarda il funzionamento dell’Ente?

Il decreto è puntuale e recita all’art. 1 punto 2 “Il Commissario esercita dalla data di cui al comma 1, e fino al ripristino degli ordinari organi di vertice, i poteri e le attribuzioni indicati dall’articolo 8 della legge 28 gennaio 1994, n. 84 e successive modificazioni.”

Da una semplice lettura parrebbe capire che il Commissario rimarrà in carica sino a quando saranno ripristinati gli “ordinari organi di vertice”, quindi non solo il Presidente ma anche gli altri Organi, Comitato di Gestione e Comitato dei Revisori dei Conti, che devono essere decaduti de facto conseguentemente alle dimissioni del Presidente.

E questo è un problema perché siamo prossimi all’autunno, stagione di vendemmia, di approvazione di piano triennale, di approvazione di bilancio di previsione, strumenti senza i quali l’Ente può si funzionare ma a ritmi ridotti, con amministrazione in dodicesimi di bilancio e senza possibilità di discostarsi dal precedente piano triennale e dalle previsioni di bilancio approvate.

La continuità sbandierata dal Viceministro Rixi è evidentemente ben lungi dall’essere garantita dalla nomina del Commissario Straordinario. La figura del Presidente non può essere sostituita dalla nomina del Ministro di un Commissario Straordinario, perché si tratta di figura soggetta a procedura di nomina complessa. Il Ministro propone, senza selezioni, bandi, estrazioni della lotteria, auspici o lettura delle frattaglie, un nome che sia in possesso di requisiti chiaramente definiti al Presidente della Regione, previa assunzione dei prescritti pareri parlamentari. Non sono poi in molti coloro i quali hanno requisiti per il ruolo di Presidente dell’AdSP.

E siccome le norme sono chiare, il Ministro non ha tra i suoi poteri quello di nominare un Commissario Straordinario, se non per periodi limitati al minimo indispensabile, se non eludendo procedure ed appropriandosi di poteri che la Legge non gli attribuisce.

Il Ministro non ha tra i suoi poteri nemmeno quello di attribuire un compenso al Commissario Straordinario formulato come in decreto. L’Avv. Paolo Piacenza infatti riveste il ruolo di Segretario Generale con un contratto di lavoro di diritto privato, in esclusiva, a tempo pieno e a termine. Gli ulteriori compiti dovranno essere svolti o a titolo gratuito, trattandosi di incarico governativo, in alternativa, come accaduto in passato in casi analoghi, retribuiti in misura pari all’80% del compenso del Presidente.

Tornando per un attimo alla durata dell’incarico governativo, il Viceministro Rixi ha dichiarato che il commissariamento avrà la durata necessaria a che il Governo rediga la Riforma Portuale di cui alla legge delega, che non risulta ancora presentata in Parlamento né sull’ambito né sulla delimitazione.

L’abnormità della dichiarazione e della volontà politica sottostante è assolutamente evidente.

Un Commissario Straordinario per un periodo illimitato con i poteri e i compensi del Presidente e titolo per una vertenza giuslavoristica per il pagamento dello stipendio previsto per il Segretario Generale, carica che continua a ricoprire. Il Segretario Generale Avv. Paolo Piacenza e il Commissario Straordinario con i poteri del Presidente Avv. Paolo Piacenza governeranno l’Ente spesso con atti che usciranno a “doppia-unica” firma nelle rispettive qualità.

A meno che, e qui la situazione si complicherebbe ulteriormente, il Commissario Straordinario non decida di nominare a sua volta un Segretario Generale facente funzioni, con ogni conseguenza in termini di responsabilità giuridica e istituzionale, ammesso che ne abbia i poteri.

Una situazione disastrosa da qualsiasi punto di vista la si voglia affrontare, talmente debole e destrutturata da non riuscire nemmeno a capire da dove agguantarla. L’unica soluzione ragionevole è quella di nominare immediatamente un Presidente facente funzioni, non un Commissario Straordinario visto che di straordinario c’è soltanto la decisione di investire Signorini di un ruolo per il quale non possiede i requisiti, con pieni poteri, quindi procedere immediatamente, ai sensi di legge, alla nomina di un Presidente ritualmente nominato ed infine inserire nella futura deleganda Riforma una norma che preveda la decadenza dei Presidenti in carica all’atto della nomina dei Presidenti nominati secondo la legge riformata, non è difficile ce l’ha fatta il Ministro Delrio.

Questa la via, lineare, semplice, giuridicamente corretta e sostenibile, visto che si presenta come soluzione ad una situazione, istituzionalmente ed economicamente costosissima, dovuta apparentemente alle esigenze di un singolo uomo con sensibilità istituzionale discutibile, più probabilmente alle esigenze di qualcuno in più, non molti, di assicurarsi future genovesissime poltrone.

In questa confusione logica, giuridica, amministrativa e istituzionale il porto più importante del Paese, per volumi, progetti, tipologie di traffici, complessità territoriale, rischia da un lato l’illegittimità degli atti che saranno assunti, con conseguenti nullità, annullabilità e vizi di varia natura alcuni del tutto insanabili, dall’altro il caos che darà luogo a perdite di traffici, di efficienza e di tempo nella realizzazione delle opere. A questo si aggiungerà la diminuzione di traffici dovuta ai lavori, al FIT-FOR-55 che ridurrà a zero il traffico in transhipment, ma questo non è attribuibile a Signorini.

Qualcuno però avrebbe potuto pensarci.