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Tassazione delle AdSP, l’Italia risponde all’Ue: ok del governo alla modifica della legge 84

“I canoni concorrono a formare il reddito complessivo per l’ammontare percepito nel periodo di imposta”. Aumenti dei canoni dietro l’angolo?

Roma – “Le Autorità di sistema portuale rientrano tra i soggetti passivi dell’IRES previsti dall’articolo 73, comma 1, lettera c), del Testo unico delle imposte sui redditi, nei confronti delle quali il presupposto d’imposta si verifica in modo unitario e autonomo”. Lo prevede l’emendamento riformulato da Salvatore Margiotta teso a modificare l’articolo 6 della legge 84/1994, in risposta alle richieste (e alle minacce) della Commissione UE nei confronti del sistema portuale italiano. Emendamento che ha avuto l’ok del governo, dopo l’approvazione in Commissione.
Il testo è disponibile a questo indirizzo.

“Non costituisce esercizio di attività commerciali, in quanto esercizio di funzioni statali da parte di enti pubblici, l’attività di prelievo autoritativa delle tasse di ancoraggio, delle tasse portuali sulle merci sbarcate e imbarcate e delle tasse per il rilascio delle autorizzazioni di cui all’articolo 16 della presente legge – continua il testo -. Con decreto del Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze sono determinati i limiti minimi e massimi stabiliti, nonché i criteri per la determinazione degli stessi, per ciascuna tipologia dei prelievi”.

Ciascuna Autorità di sistema portuale determina l’importo delle predette tasse all’interno dei limiti previsti, destinando lo stesso alla copertura dei costi per la manutenzione e lo sviluppo delle parti comuni dell’ambito portuale destinate alla difesa del territorio, al controllo e tutela della sicurezza del traffico marittimo e del lavoro in ambito portuale, alla viabilità generale e ad attività che si connotino come estrinsecazione di potestà pubbliche, nonché al mantenimento dei fondali, oltre che alla copertura di quota parte dei costi generali. Le Autorità di sistema portuale sono tenute alla rendicontazione dei predetti costi con le modalità stabilite con il medesimo decreto di cui al secondo periodo”.

“I canoni percepiti in relazione alle concessioni demaniali (…) sono considerati redditi diversi e concorrono a formare il reddito complessivo per l’ammontare percepito nel periodo di imposta, ridotto del 50% a titolo di deduzione forfetaria delle spese”.
Una previsione, quest’ultima, che secondo diversi osservatori potrebbe provocare un aumento dei canoni concessori.