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Tasse Ue ai porti, Bilbao contro Bruxelles. Madrid chiama Roma: aiutaci!

Madrid chiama Roma. Roma risponderà? E’ la domanda che ShipMag rivolge ad Assoporti e al ministero dei Trasporti, dopo che siamo stati contattati da Puertos del Estado, l’associazione pubblica che rappresenta i porti spagnoli, che ci ha segnalato ieri che l’Autoridad Portuaria de Bilbao ha deciso di impugnare ufficialmente la decisione dell’Unione europea che dichiara “illegali” le agevolazioni fiscali ricevute dal porto spagnolo, considerandole a tutti gli effetti un aiuto di Stato contrario alle norme sul libero mercato e sulla concorrenza. Com’è noto ai nostri lettori, ShipMag è molto sensibile al tema. Del caso italiano, ci siamo occupati a più riprese da quando siamo nati, poco più di due mesi fa, spiegando i motivi per i quali l’Europa sbagli a considerare aiuti di Stato quelli accordati alle nostre Autorità di Sistema portuali (Adsp), che non sono altro che enti pubblici di diretta emanazione del Mit, il ministro dei Trasporti, e quindi non sono obbligati a pagare l’Ires, cioè l’imposta sul reddito delle società.

La controversia di Bilbao merita, quindi, un approfondimento. Perché la battaglia dell’Autorità portuale basca e dell’Assoporti spagnola è anche la nostra battaglia. Ma andiamo per gradi. La notizia è iniziata a circolare lunedì 20 aprile, quando sulla Gazzetta Ufficiale Ue è stata pubblicata la pendenza della causa (numero T/126-20) tra il porto di Bilbao e la Commissione, che in prima istanza si svolgerà presso il Tribunale, prima istanza della Corte di Giustizia dell’Unione europea, che è l’unica istituzione chiamata a interpretarne le norme, garantisce che il diritto Ue sia applicato allo stesso modo in tutti gli Stati membri e dirime anche le controversie giuridiche tra governi nazionali e istituzioni dell’Ue.

Usando un termine calcistico, si tratta del secondo tempo di una partita che promette scintille. Il primo tempo, quello interlocutorio, si è giocato nei mesi scorsi quando il 19 dicembre 2019 la Commissione europea, l’organo esecutivo dell’Ue, invia una lettera all’Autorità portuale di Bilbao informandola di voler procedere contro l’ente per le agevolazioni fiscali che il porto spagnolo riceve dallo Stato. Agevolazioni, puntualizza la Commissione, che devono essere eliminate perché rappresentano dei benefici e potenzialmente consentono ai porti iberici, alla stregua di quelli italiani, un vantaggio competitivo illecito. A novembre, osserva ancora la Commissione, la Spagna si era impegnata a sottoporre i suoi porti, compresi quelli nei Paesi Baschi, alle normali norme dell’imposta sul reddito delle società a partire dal 1° gennaio 2020. La lettera, ricevuta dall’Autorità portuale di Bilbao, è stata impugnata, e ora quest’ultima ha l’opportunità di difendere le sue istanze davanti alla Corte di Giustizia dell’Unione europea.

Opportunità che purtroppo l’Italia si è bruciata. Perché il nostro Paese, ricevuta quella “lettera”, che tecnicamente equivale all’anticamera della procedura d’infrazione, l’ha sottovalutata replicando con inutili missive oppure ordini del giorno. Però, senza mai impugnarla. Non solo: alcuni mesi fa venne pure istituita una Commissione di esperti ma, come spesso accade in Italia, non si è poi saputo più nulla. Nel frattempo, quali passi hanno compiuto Assoporti e il ministero? Ora che i buoi sono scappati fuori dalla stalla, grazie all’inerzia di tutti, possiamo solo sperare che venga fatto ricorso contro la decisione definitiva della Ue che con ogni probabilità, salve modifiche della disciplina italiana (che non auspichiamo affatto) ci condannerà alla restituzione degli aiuti di Stato.

Per questo motivo, la dritta che è arrivata a ShipMag da Puertos del Estado, e il conseguente ricorso de l’Autoridad Portuaria de Bilbao, pensiamo umilmente possa rivelarsi per Assoporti e il ministero dei Trasporti un’utile sponda a cui attaccarsi per combattere insieme una battaglia contro la Commissione. Come si dice, l’unione fa la forza. Il ricorso del porto basco, che sarà difeso dagli studi legali D. Sarmiento Ramírez-Escudero e X. Codina García-Andrade, è strutturato su 5 punti. In sostanza, l’Authority sostiene: 1) che le misure di esenzione fiscale in questione “non costituiscono un vantaggio economico, mentre l’abolizione di tale esenzione impone un onere economico all’Autorità portuale” in quanto deve ancora finanziare investimenti nell’interesse pubblico; 2) che la Commissione non ha condotto un’analisi adeguata dei dati forniti dalla medesima Authority; 3) che le misure di esenzione fiscale in questione non migliorano la posizione competitiva del porto di Bilbao, “pertanto, non costituiscono un aiuto di Stato”; 4) l’Authority afferma inoltre che “l’esenzione fiscale non era selettiva, cioè una componente chiave nei casi di aiuti di Stato”; 5) e conclude che sebbene le esenzioni fiscali in questione fossero considerate aiuti di Stato, “costituiscono comunque aiuti compatibili con il mercato interno”.