Economia e Finanza Shipping e Logistica

Così la crisi del Mar Rosso sta facendo decollare gli utili delle compagnie

I big del trasporto container continuano a mettere fieno in cascina. Con l’eccezione di Maersk: ecco perché

Londra – Spedizionieri e proprietari della merce hanno pagato di più per il trasporto via mare nel primo trimestre del 2024, poiché la carenza di navi dovuta alla deviazione dal Mar Rosso ha spinto i noli più in alto rispetto al trimestre precedente, il quarto del 2023.

Il margine operativo medio degli armatori è così tornato in territorio positivo nel primo trimestre del 2024, osserva Alphaliner. Dopo un quarto trimestre del 2023 negativo, le principali compagnie di navigazione di linea sono tornate a fare utili proprio grazie alla crisi del Mar Rosso: i noli del settore container sono aumentati in media del 27% rispetto al quarto trimestre del 2023.

Il margine di profitto complessivo delle principali compagnie di trasporto del settore container (esclusa Msc, che non ha obbligo di depositare bilanci) ha raggiunto il +11,4%, una significativa inversione di tendenza rispetto al -3,8% registrato nell’ultimo trimestre, il primo risultato negativo per il settore in cinque anni.

L’aumento dei noli, che dovrebbe continuare nel secondo trimestre del 2024, ha spinto il margine operativo collettivo al livello più alto dal 2010, escluso il periodo pandemico, sottolineano gli analisti di Alphaliner. I noli sono aumentati tra il 14% e il 48% nel primo trimestre del 2024 rispetto ai tre mesi precedenti.

La compagnia di navigazione coreana Hmm è in testa alla classifica delle compagnie di navigazione più redditizie, con un margine di profitto operativo del 18,1%. Il 75% della flotta di Hmm opera su rotte al di fuori dell’Estremo Oriente, per cui la compagnia ha registrato un aumento del 48% dei noli su base trimestrale ad una media di 1.350 dollari per teu.

La performance peggiore è stata registrata dalla danese Maersk che si è posizionata per il secondo trimestre consecutivo ultima in classifica: è stata l’unica compagnia con un margine di profitto negativo (-2%). I noli medi per teu sono aumentati del 23% per il gruppo danese, che però ha registrato contemporaneamente un calo dei volumi di trasporto di quasi il 6% su base trimestrale.

“I noli e le rotte rimangono il fattore chiave della redditività”, sottolinea Alphaliner, “ma ci sono anche altri fattori, come la percentuale della flotta noleggiata rispetto a quella di proprietà”.

Hmm e Evergreen hanno riportato i maggiori aumenti dei noli e i migliori margini di profitto (rispettivamente 18,1% e 18%) nel trimestre, anche se entrambe le compagnie hanno registrato un calo dei volumi di carico trasportati. Le due compagnie impiegano rispettivamente il 75% e il 70% della flotta su rotte fuori dall’Estremo Oriente. Da notare che nel primo trimestre del 2024 le esportazioni dall’Estremo Oriente sono aumentate del 16,5% su base annua.

Sulla sponda opposta si trova la giapponese One: il 66% della flotta serve il commercio fuori dall’Estremo Oriente ma ha registrato un margine di profitto di appena il 5,8%. La compagnia ha aumentato i noli del 19% da un trimestre all’altro, ma ha aumentato anche i costi operativi delle navi a causa del fatto che gran parte della flotta gestita non è di proprietà ma noleggiata.

Anche Zim, che gestisce il 63% della flotta fuori dall’Estremo Oriente, pur avendo aumentato i noli del 32%, a causa dell’aumento dei costi delle navi noleggiate ha visto scendere il margine operativo al 10,7%.

I vertici delle compagnie restano comunque ottimisti riguardo al 2024. Maersk ha rivisto al rialzo le sue stime di utile operativo per il 2024, mentre Hapag-Lloyd e Zim hanno escluso per la prima volta perdite per l’intero anno.