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THE Alliance nel mirino di ESC: “Aumenti irrazionali delle tariffe a novembre”

Portacontainer Hapag terminal Sech

Milano – European Shippers Council (ESC), l’associazione europea che aggrega gruppi industriali e della grande distribuzione, punta l’indice contro THE Alliance dopo l’annuncio dell’imminente riorganizzazione dei servizi marittimi nel mese di novembre, che prevede nuove blank sailings e aumenti delle tariffe, come anticipato il 15 ottobre dalla compagnia tedesca Hapag-Lloyd, membro del consorzio armatoriale insieme a ONE, Yang Ming e HMM.

In attesa di conoscere quali saranno le conclusioni dell’indagine in corso da parte delle autorità di regolamentazione europee e americane, che stanno esaminando i sistemi di gestione della capacità di stiva delle compagnie di navigazione durante il Covid, in quanto i caricatori si sono lamentati degli alti tassi sia sul Pacifico che sull’Asia verso l’Europa, l’ESC continua ad essere preoccupata per quello che sta accadendo.

“Le attuali regole di mercato adottate dalle compagnie di navigazione durante la pandemia non seguono la logica di definire un campo da gioco comune per tutti gli stakeholder, poiché cambiano e si adattano in modo da beneficiarne solo una parte”, ha dichiarato Jordi Espin, responsabile della politica del trasporto marittimo dell’ESC, a Container News.

“Non è giusto che l’andamento dell’indice del carburante non venga seguito durante i periodi di pandemia quando il costo del bunker è basso, quando i tempi di transito sono più lunghi e quando le partenze a vuoto hanno un impatto diretto sui flussi della catena di approvvigionamento dei caricatori. E’ anomalo il fatto che le tariffe siano superiori del 67% rispetto allo scorso anno insieme ad un minor numero di scali e meno servizio verso clienti”, ha aggiunto Espin.

Per questo motivo, l’ESC esorta le compagnie di navigazione ad avere di nuovo a un comportamento che rifletta un minimo di fair play con un chiaro impegno su trasparenza e attenzione verso il cliente, senza operazioni sotto copertura al fine di ristabilire un rapporto di fiducia all’interno del mercato. “Stiamo per raggiungere un punto di non ritorno in cui il rapporto fiduciario tra gli stakeholder rischia di essere gravemente eroso. Questo non è il tipo di comportamento che ci aspettiamo quando lavoriamo in partnership”, ha concluso Espin.