Interviste Lavoro Logistica

Trasportounito bacchetta il Governo: “Che fine hanno fatto le correzioni sugli incentivi intermodali del ferrobonus e marebonus ?”

Tagnochetti a ShipMag: “Apprezzati alcuni sforzi ma ora serve una riforma delle normative speciale per il mercato dell’autotrasporto”

Roma – Un’analisi ampia e dettagliata quella di Giuseppe Tagnochetti, coordinatore di Trasportounito: a ShipMag spiega come da parte del Governo ci siano stati segnali verso l’autotrasporto ma c’è ancora tanto da fare come “il ripristino immediato del recupero di una parte delle accise sul gasolio professionale, procedura che è stata sospesa dal marzo dello scorso anno“.

 Quale è il vostro giudizio sulla legge di bilancio?

“Più che un giudizio esprimiamo l’auspicio che gli strumenti individuati possano rilanciare una economia reale tutt’altro che dinamica. Per le imprese di autotrasporto abbiamo apprezzato lo sforzo dei 200 milioni di euro, destinati al contenimento del caro carburante, i quali potranno mitigare, in parte, alle difficoltà finanziarie del settore, a condizione che la loro fruibilità sia rapida e con sistemi semplificati. Apprezzato anche l’intervento finanziario straordinario a favore delle aziende non gasivore che utilizzano GNL e a parziale compensazione dei maggiori oneri sostenuti. Ci aspettavamo inoltre alcuni tipi di intervento come ad esempio le correzioni sugli incentivi intermodali del ferrobonus e marebonus, oppure la conferma dell’eliminazione del contributo all’Autorità di regolazione dei Trasporti a carico delle imprese, evidentemente ci vorranno altre disposizioni di legge”.

Cosa chiedete al Governo?

“Chiediamo quanto emerso nell’incontro tenutosi lo scorso 14 dicembre con il Ministro Salvini ed il Vice Ministro Rixi e cioè, in sintesi, una riforma delle normative speciali per il mercato dell’autotrasporto di merci, un progetto articolato finalizzato ad attenuare il problema della carenza dei conducenti ed il ripristino immediato del recupero di una parte delle accise sul gasolio professionale,procedura che è stata sospesa dal marzo dello scorso anno“.

Nel 2023 quali sono le vostre priorità?

“Le priorità sono tante, ai vecchi problemi se ne sono aggiunti di nuovi, ma ciò su cui premiamo è una vera riforma del settore la quale, in modo semplificato, consenta per esempio alle imprese di ottenere concretamente la certezza del credito e quindi i tempi di pagamento, la retribuzione delle attese al carico ed allo scarico, il rafforzamento degli accordi di programma di filiera o di territorio e l’applicazione della disposizione normativa comunitaria che il precedente governo ha inspiegabilmente sospeso e che riguarda la “proporzionalità” fra mezzi e fatturato. Altre priorità oltre a quelle già citate riguardano ovviamente le infrastrutture stradali, l’uso della tecnologia per eliminare gli ostacoli amministrativi e le costose procedure burocratiche“.

Quali preoccupazioni in vista del prossimo anno?

“La nostra principale preoccupazione è legata agli eventi di carattere internazionale che influenzano la nostra economia e la nostra società ma come rappresentanti delle imprese di trasporto la preoccupazione è legata alle scelte del governo, o peggio, alle non scelte del governo, perché se non si modificano i sistemi normativi e quindi i modelli d’impresa e se non si interviene sui livelli professionali si scaricheranno sulla strada solo irregolarità, sfruttamento e insicurezza stradale“.