Lavoro

Tregua del grano impossibile senza marittimi. Appello a Zelensky: “Tolga l’obbligo di servizio militare”

I marittimi ucraini costituiscono il 4% della forza lavoro globale totale di 1,89 milioni di persone, secondo le associazioni di categoria International Chamber of Shipping e BIMCO

Kiev – L’accordo sul ‘corridoio del grano’ potrebbe rivelarsi inutile di fronte a un’altra, e spesso sottovalutata, emergenza: la carenza di marittimi.

La scorsa settimana Russia e Ucraina hanno firmato un accordo per riavviare le esportazioni di grano e fertilizzanti bloccate nel Mar Nero e mercoledì la Turchia si è autocandidata a coordinare la ripresa delle spedizioni.

Circa 80 navi sono tuttora bloccate in Ucraina. Henrik Jensen, amministratore delegato di Danica, società specializzata nella fornitura di equipaggi in ​​Ucraina e nell’Europa orientale, ha affermato che “potrebbe essere difficile trovare persone disposte a imbarcarsi”. “La preoccupazione principale al momento è la sicurezza dei membri dell’equipaggio”, ha spiegato.

All’inizio del conflitto, alla fine di febbraio, circa 2.000 marittimi provenienti da tutto il mondo erano bloccati a bordo di 94 navi nei porti ucraini.

Circa 450 persone sono rimaste sulle 80 navi stimate rimaste, principalmente navi per rinfuse solide che trasportano grano, ma anche altre tipologie di navi, secondo i dati dell’Organizzazione marittima internazionale (IMO).

In base all’accordo mediato dalle Nazioni Unite della scorsa settimana, le prime spedizioni di grano ucraino potrebbero lasciare i porti del Mar Nero in teoria entro pochi giorni.

Ma pochi marittimi sono pronti a imbarcarsi nella regione fino a quando non vedranno il passaggio sicuro delle prime navi, che dovranno essere scortate intorno a migliaia di mine.

Due marittimi sono morti e sette navi mercantili sono state colpite – di cui due affondate – attorno alle coste dell’Ucraina dall’inizio della guerra il 24 febbraio.

“Fino a quando le Marine nazionali non assisteranno le autorità ucraine per rimuovere queste mine e creare un corridoio sicuro, i marittimi dovranno affrontare notevoli rischi personali”, ha detto a Reuters Stephen Cotton, segretario generale della Federazione internazionale dei lavoratori dei trasporti (ITF).

Il mercato assicurativo di Londra ha inserito l’intera regione in un elenco ad alto rischio, il che significa un aumento vertiginoso dei costi per il trasporto marittimo.

Juan Luciano, amministratore delegato della società multinazionale di prodotti alimentari e materie prime Archer-Daniels-Midland, ha detto martedì agli analisti che ci sono “problemi di assicurazione” e di garanzie finanziarie, oltre a problemi di carburante e di reclutamento degli equipaggi. Ma ha aggiunto che, con il tempo, “il grano dovrebbe iniziare a muoversi”.

“Inizialmente, molte delle navi dovranno essere sostenute da ucraini”, hanno affermato quattro fonti del settore all’agenzia Reuters, chiedendo di restare anonime. “Trovare un numero sufficiente di marittimi locali è una grande sfida”.

Mykhailo Podolyak, consigliere del capo dello staff del presidente Volodymyr Zelensky, ha confermato alla Reuters che ci sono alcune restrizioni per gli ucraini che lasciano il Paese. Ha affermato che è stato istituito un meccanismo con il ministero delle Infrastrutture e il servizio di guardia di frontiera per affrontare la questione, ma non ha fornito altri dettagli.

I marittimi russi non saranno utilizzati per problemi di sicurezza sollevati da Kiev. Il Cremlino, contattato sempre dalla Reuters, ha rifiutato di commentare.

L’ITF – la principale associazione sindacale dei marittimi – e i suoi partner hanno aggiunto le acque intorno all’Ucraina e ai suoi porti sono ad alto rischio, il che significa che i marittimi hanno il diritto di rifiutare un incarico. Se lo accettano, hanno diritto al doppio della retribuzione giornaliera di base e al doppio risarcimento in caso di invalidità o morte. ITF insieme ai sindacati affiliati, ha scritto al governo ucraino esortando il presidente Zelensky a consentire ai marittimi ucraini “l’esenzione dal servizio militare obbligatorio”.

I marittimi ucraini costituiscono il 4% della forza lavoro globale totale di 1,89 milioni di persone, secondo le associazioni di categoria International Chamber of Shipping e BIMCO.