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“Trieste Marine Terminal, due gru per accogliere le mega-portacontainer” / Intervista

Trieste – “Fra gli investimenti che abbiamo in programma pensati per far crescere il terminal ed adeguarlo alle esigenze del futuro, sicuramente quello di maggior rilievo riguarda i lavori al Molo VII, all’interno dei quali rientrano l’allungamento della banchina, l’acquisto di nuovi equipment e l’ammodernamento delle infrastrutture. Il gruppo ha infatti recentemente annunciato investimenti finalizzati a consentire al terminal di essere pronto per il 2021 ad operare sulle navi portacontainer di ultima generazione, attraverso l’acquisto di 2 gru di banchina (STS) – con l’opzione per ulteriori 2 – aventi capacità di 24 file di contenitori in larghezza e di 9 file di contenitori in altezza sopra il ponte di coperta”. Lo ha detto Stefano Selvatici, amministratore delegato di Trieste Marine Terminal Spa, in un’intervista rilasciata al primo numero dei Focus ShipMag disponibile gratuitamente a questo indirizzo.

Siete uno dei maggiori protagonisti nel panorama logistico e dei trasporti intermodali in Italia, quale è stata sempre la vostra parola d’ordine? “Credibilità. TMT ha in gestione il terminal container del porto di Trieste e rappresenta il gateway per l’Italia Centro Orientale e il Centro-Est Europa: per noi dire ciò che possiamo fare e fare ciò che diciamo è l’unico modo per rimanere e crescere in un mercato in cui la competizione è fortissima e con respiro internazionale. A nostro avviso non basta iniziare un rapporto, bisogna coltivarlo e farlo crescere. Il nostro fondatore, Pierluigi Maneschi, è stato un pioniere dell’intermodalità e noi stiamo proseguendo nella missione: oggi TMT è il terminal container italiano a maggiore intensità di traffico ferroviario ed è nostra intenzione proseguire su questa direttrice”.