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UE: via libera all’estensione del sistema ETS al trasporto marittimo. Domani l’ultimo atto con il voto finale

Bruxelles – Per decarbonizzare i trasporti, il Parlamento europeo ha deliberato oggi a favore dell’inclusione del settore marittimo nel sistema comunitario di scambio delle emissioni (ETS). Domani ci sarà la votazione finale per formalizzare la decisione.

I deputati hanno concordato ampiamente sul fatto che gli obblighi di comunicazione dell’UE e dell’Organizzazione marittima internazionale (IMO) dovrebbero essere allineati, come stabilito dalla Commissione Europea in una proposta di revisione del sistema dell’UE per il monitoraggio, la comunicazione e la verifica delle emissioni di CO2 prodotte dal trasporto marittimo (il “regolamento MRV dell’UE“).

Notando, tuttavia, che l’IMO ha compiuto progressi insufficienti nel raggiungere un ambizioso accordo globale sulla limitazione delle emissioni di gas a effetto serra, il Parlamento ha quindi deciso di richiedere alle compagnie di navigazione di ridurre le loro emissioni medie annuali di CO2 per unità di trasporto. I deputati hanno confermato che le navi di stazza lorda pari o superiore a 5.000 tonnellate debbano essere incluse nel Sistema per lo scambio di quote di emissioni dell’UE (ETS).

Il contesto

Il trasporto marittimo è ancora l’unico settore senza impegni specifici europei nella riduzione delle emissioni di gas a effetto serra. L’attività di navigazione globale emette quantità significative di gas effetto serra, stimate intorno al 2-3% delle emissioni globali di GHG. Una quantità superiore a quella delle emissioni di qualsiasi Stato membro dell’UE. Nel 2017 il 13% delle emissioni totali di gas a effetto serra dell’UE derivanti dai trasporti proveniva dal settore marittimo.

Le critiche

Il World Shipping Council (WSC), che rappresenta circa il 90% delle compagnie di navigazione di trasporto container del mondo, ha espresso nei giorni scorsi “serie preoccupazioni” nei confronti della proposta dell’Unione Europea di estendere il suo sistema ETS al trasporto marittimo.

In un documento pubblicato il 10 settembre, il WSC ritiene che la Commissione Europea (CE), utilizzando il suo sistema obbligatorio di monitoraggio, comunicazione e verifica (MRV) delle emissioni di CO2 come punto di riferimento per stabilire le tariffe ETS, coprirà un’area geografica che va ben oltre i confini dell’Unione Europea.

“Il sistema MRV, se applicato a viaggi extraterritoriali, coprirebbe un raggio d’azione quasi globale e quindi imporrebbe tariffe di emissione su viaggi che si estendono in tutto il mondo e all’interno della giurisdizione di più stati che sono molto lontani dall’UE”, afferma WSC. Secondo il presidente e CEO del World Shipping Council, John Butler, l’ETS potrebbe costare fino a 3,45 miliardi di euro (4,08 miliardi di dollari USA, USD) all’anno, se l’addebito fosse imposto con una tariffa di 25 euro (29,62 USD) / tonnellata di carbonio. Ma i costi sarebbero addirittura superiori considerato che di recente la tariffa è aumentata oltre i 30 dollari USD.