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Vaccini ai marittimi, sul Financial Times la sentenza: “L’Europa li deve fornire anche agli stranieri”

Per gli esperti la lontanaza da casa di quel milione di lavoratori del mare che ogni giorno si trovano a bordo delle navi, rischia di vanificare la campagna vaccinale del Mondo.

Milano – “Poche professioni hanno sentito la pressione innescata dalla crisi del coronavirus così acutamente come i marittimi”. Anche il Financial Times si è accorto della precaritetà del mestiere del mare. E sopratutto di quanto sia duro.

Il destino di 200 mila marittimi

E’ un editoriale in edocola questa mattina a firma di Claire Jones a fotografare il quadro negativo. “L’industria marittima sta ancora lottando per migliorare il benessere del personale. Sebbene i numeri colpiti siano diminuiti rispetto ai massimi dell’anno scorso, secondo le ultime stime disponibili dell’Organizzazione marittima internazionale a marzo di quest’anno 200.000 marittimi erano ancora bloccati a bordo di navi commerciali, impossibilitati a essere rimpatriati e oltre la scadenza dei loro contratti”.

1 milione di marittimi a caccia dei vaccini

“In questo momento circa 1 milione persone stanno lavorando su navi mercantili in tutto il mondo” ricorda la Jones. E ancora: “Le lunghe assenze da casa dei lavoratori dell’industria marittima significano anche che gli equipaggi rischiano di perdere la corsa globale ai vaccini. In risposta, alcuni governi hanno deciso di considerare i marittimi come lavoratori chiave, dando loro la priorità nelle campagne di vaccinazione”. Poi la frase riportata dalle dichiarazioni di Rajesh Unni, chief executive di Synergy Marine Group: “Le nazioni europee, con la loro eccessiva offerta [di vaccini], devono assumere un ruolo guida più deciso nella vaccinazione dei loro marittimi non europei, che in realtà sono quelli che consegnano proprio i carichi da cui dipendono”.