Logistica

Vaccino, la catena logistica mondiale non è ancora pronta / Focus

Miami – La corsa dell’industria medica per produrre i primi vaccini contro il Coronavirus in pochi mesi sta aumentando l’urgenza che i big del commercio globale siano pronti ad affrontare il delicato tema della catena logistica.

E’ allarmante, in questo senso, che solo il 28% delle aziende coinvolte nella catena di approvvigionamento si senta ben preparata a gestire i vaccini e il 19% abbia definito la propria capacità molto impreparata, secondo un sondaggio che ha mostrato un’ampia differenza tra ottimisti e pessimisti. Il sondaggio, condotto dall’International Air Cargo Association e da Pharma.Aero, fa parte di uno sforzo per coordinare la distribuzione capillare del vaccino.

Poco più della metà dei 181 intervistati dispone già dei mezzi, dei contenitori e delle connessioni necessarie per movimentare centinaia di milioni di fiale. Quasi un quarto ha affermato che sta ancora cercando di procurarsi queste apparecchiature, come ha dimostrato il sondaggio tra compagnie aeree, spedizionieri, operatori aeroportuali e operatori di terra.

“Questa è la sfida più grande che il settore della logistica abbia mai dovuto affrontare”, ha affermato Emir Pineda, responsabile del commercio e della logistica dell’aviazione all’aeroporto internazionale di Miami e membro del consiglio dell’associazione, noto come Tiaca. “La catena di approvvigionamento è composta da molti anelli e se uno di questi si rompe, avremo un problema”. Pineda ha affermato che il lancio del vaccino COVID-19 da solo potrebbe generare 65.000 tonnellate di trasporto aereo, più di quattro volte la quantità di vaccini trasportati nel 2019 e sufficiente per riempire 930 Boeing Co. 747 cargo.

L’industria farmaceutica trasporta vaccini da molti anni senza problemi, quindi l’esperienza nel settore esiste. Ma l’ampiezza e la complessità di questo sforzo richiederà un coordinamento molto maggiore tra industria privata, funzionari doganali, governi e organizzazioni non governative.

“Prima del Covid-19, la catena logistica era prevedibile al 100%: sapevamo quanti contagiati da influenza c’erano nel mondo, sapevamo quanti casi di meningite c’erano”, ha detto Frank Van Gelder, segretario generale di Pharma.Aero. “Ma questa è una pandemia che può raggiungere l’intera popolazione mondiale: la partita è decisamente diversa”.

Le aziende di trasporto hanno iniziato a mappare dove verrà prodotta la maggior parte dei vaccini: in luoghi come Illinois, North Carolina e nord-est negli Stati Uniti, Regno Unito, Italia, Irlanda e Germania in Europa e negli hub farmaceutici asiatici in India e Cina. Mentre aziende come FedEx Corp. e United Parcel Service Inc. stanno investendo in spazi refrigerati, c’è ancora preoccupazione per affrontare “l’ultimo miglio” della distribuzione, in particolare nelle regioni remote e povere, difficili da raggiungere con la refrigerazione estrema.

Nel corso del viaggio dei vaccini, sarà necessario avere elettricità per la refrigerazione e dispositivi di raffreddamento alimentati a batteria. La complessità della missione potrebbe esercitare tensioni sull’industria della logistica così grandi da richiedere interventi militari, attraverso autorità come la Civil Reserve Air Fleet degli Stati Uniti, un programma istituito nel 1951 dopo il ponte aereo di Berlino che consente al Pentagono di utilizzare aerei commerciali per ragioni di sicurezza.