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Veicoli elettrici, Arrival taglia il 50% della forza lavoro per carenza di liquidità

Nell’ottobre 2022 l’azienda aveva annunciato di voler concentrare la propria forza produttiva sul solo mercato nordamericano, viste le difficoltà legate alla Brexit

Londra – La startup anglo-americana Arrival, nata con l’ambizioso obiettivo di rivoluzionare il mercato dei veicoli elettrici leggeri, ha annunciato che dovrà licenziare metà della sua forza lavoro per far fronte alla mancanza di liquidità. La società ha anche nominato un nuovo CEO, Igor Torgov, che in precedenza ha ricoperto il ruolo di vicepresidente esecutivo del settore digitale nella stessa azienda.

Fondata nel 2015, Arrival aveva pianificato di rifornire il mercato europeo e nordamericano di veicoli commerciali elettrici (furgoni e minibus) prodotti in micro-fabbriche in modo altamente automatizzato. I suoi furgoni, costruiti direttamente in versione elettrica, assomigliano un po’ a quelli del suo concorrente Volta Trucks.

Dal 2024 Arrival dovrebbe fornire a UPS, uno dei suoi principali azionisti, 10.000  furgoni  per i mercati statunitensi ed europei. La startup (che beneficia del supporto di Hyundai e Kia) ha anche ricevuto un ordine per 3.000 mezzi da LeasePlan.

Nell’ottobre 2022 l’azienda aveva annunciato di voler concentrare la propria forza produttiva sul solo mercato nordamericano, viste le difficoltà legate alla Brexit e la contestuale politica di investimenti e incentivi alle tecnologie verdi messa in atto dagli Stati Uniti. Un’inversione di tendenza che non è bastata a rispettare i target aziendali: la società è ora costretta a licenziare 800 dipendenti.

Arrival ha anche annunciato di avere in previsione il dimezzamento dei costi operativi a circa  30 milioni di dollari a trimestre, tagliando le spese immobiliari. La liquidità disponibile è pari a 200 milioni di dollari.

La sua quotazione intanto è crollata: un caso che ricorda le difficoltà di altri neo-costruttori come Rivian o Nikola. Arrival, malgrado il difficile momento, intende raggiungere il difficile traguardo costruendo diverse micro-fabbriche negli Stati Uniti. Una sfida resa particolarmente complessa dalle risorse finanziarie limitate. L’ex amministratore delegato, poi licenziato, aveva stimato il costo di una singola micro-fabbrica in 50 milioni di dollari.

(foto website Arrival)