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Venezia, i portuali: “Scelte chiare sul futuro, non si perda altro tempo sulla nostra pelle”

Venezia – “Chiediamo che non si perda altro tempo sulla pelle dei lavoratori”. E’ l’appello congiunto dei presidenti Davide Divari, Nuova Compagnia Lavoratori Portuali, e Davide Divari, Portabagagli del Porto di Venezia, rivolto alle istituzioni locali e nazionali per tentare di “riportare al centro delle scelte economiche ed operative lo scalo, a partire dalla Marittima per le crociere, la cui concessione si basava sul fondamento legislativo (art. 23 comma 5 della Legge di riforma portuale 84/94) della tutela del lavoro e delle imprese operanti in porto che, insieme all’Autorità Portuale, hanno investito, anche attraverso l’accantonamento degli utili generati negli anni (e prodotti appunto con il loro lavoro!) nella riconversione dei terminal e nell’adeguamento delle strutture portuali”.

I lavoratori denunciano: “Abbiamo sentito molti parlare di porto e di navi in questi giorni e sono ormai otto anni che le nostre imprese cercano di capire quale sia il loro futuro sempre in bilico tra nuovi canali da scavare o adeguare e nuove aree da destinare al traffico crocieristico o commerciale. E questa empasse non deve spaventare perché riduce gli utili di qualche multinazionale o di qualche fondo di investimento, ma perché ha un impatto diretto sui posti di lavoro e sulle famiglie veneziane”. I lavoratori concludono: “Noi chiediamo chiarezza e lungimiranza per i nostri due comparti, quello commerciale di Marghera e quello crocieristico di Venezia, che negli ultimi decenni hanno toccato picchi di eccellenza proprio perché separati e ben compartimentati, come si punta a fare in ogni altra parte del mondo”.