Porti e Infrastrutture

La cerimonia a metà per la posa del primo cassone della nuova Diga di Genova

Presenti Salvini e Rixi. Salini (Webuild) attacca “i tanti gufi di questo Paese”, ma nessuno cita l’ex presidente Signorini, in carcere per corruzione

Genova – La posa del primo cassone, il primo dei 90 che comporranno la nuova Diga foranea di Genova, in realtà, condizioni meteo permettendo, andrà in onda domani. Oggi, la cerimonia a Palazzo San Giorgio, alla presenza del ministro alle Infrastrutture e Trasporti Matteo Salvini e del viceministro Edoardo Rixi, annunciata appunto come “posa” ha registrato solamente l’arrivo davanti al porto del cassone (21,7 metri di altezza, 40 metri di lunghezza, 25 metri di larghezza, per un peso di 10mila tonnellate) che segna l’entrata nel vivo dei lavori. In serata arriverà il pontone di appoggio che dovrà riempire d’acqua la struttura per farla affondare a 25 metri di profondità, un lavoro che richiede circa 18 ore, spiegano gli esperti, e che inizierà solo quando le condizioni del mare lo permetteranno.

“Al di là di ogni forma retorica, credo sia chiara a tutti l’importanza economica e strategica della nuova Diga foranea di Genova. Un progetto ingegneristico ambizioso, unico al mondo per le sue caratteristiche costruttive. Un’opera che rappresenta un passo fondamentale verso il potenziamento del nostro porto e la crescita economica dell’intero Paese” dice dal palco di Palazzo San Giorgio il viceministro Rixi ricordando che il valore complessivo della nuova struttura è di “1,3 miliardi, già finanziati” e che “si stima che avrà la capacità di generare un aumento del traffico portuale di circa il 40%”. E avverte: “Fermare i lavori significa fermare lo sviluppo”. Rincara la dose l’amministratore delegato di Webuild, Pietro Salini, ceo di Webuild, capofila del consorzio PerGenova Breakwater (40% Webuild, 25% Fincantieri Infrastructure, 25% Fincosit e 10% Sidra) aggiudicataria dei lavori per la costruzione della nuova diga che parla della rivincita segnata con il varo del cassone “contro tutti i gufi di questo Paese che cercavano di non farcelo fare”.

Ma al di là dell’opera in sé, e delle dichiarazioni per rimarcare che l’opera – inaugurata proprio un anno fa con la posa della prima pietra – va avanti, si sono fatti sentire gli echi dell’inchiesta che ha portato all’arresto in carcere dell’ex presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar ligure Occidentale Paolo Emilio Signorini (ma nessuno lo cita), poi passato a Iren, e ai domiciliari il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti e l’imprenditore portuale Aldo Spinelli.

“Ringrazio la comunità ligure che ha creduto in quella che sarà la più grande opera di ingegneria idraulica del Paese, grazie a chi l’ha pensata, progettata e approvata. Ringrazio Giovanni Toti che è stato protagonista del Rinascimento ligure che negli ultimi anni è stato imponente e maestoso” dice il ministro Salvini. E cita Toti pure Pietro Salini: “Con Bucci e Toti abbiamo combattuto fianco a fianco per il ponte di Genova”, il ponte San Giorgio, dopo il crollo del Morandi.

Ad aprire la cerimonia – veloce e con poche dichiarazioni “a margine” – il commissario dell’Autorità di sistema portuale del Mar ligure occidentale Paolo Piacenza, indagato per abuso d’ufficio nella maxi inchiesta, che ad oggi guida l’ente. “L’Autorità di sistema portuale non si è mai fermata, continua ad andare avanti nello sviluppo di queste opere, continueremo a farlo” dice ringraziando Salvini per la presenza alla cerimonia che “conferma la bontà delle nostre azioni”.

Alla cerimonia a palazzo San Giorgio a sottolineare l’importanza dell’opera, anche il presidente facente funzione della Regione Liguria Alessandro Piana e il sindaco di Genova e commissario straordinario per la diga Marco Bucci.

In parallelo alla posa del primo cassone e alla preparazione per il posizionamento dei prossimi mega blocchi, proseguono intanto le altre attività di cantiere su vari fronti. Sul fondale sono già state posate oltre 1,4 milioni di tonnellate di ghiaia per il consolidamento delle fondamenta della diga, e sono state realizzate oltre 4.000 grandi colonne sommerse. Proprio per la realizzazione delle prossime colonne sommerse, nei prossimi giorni è previsto il potenziamento dei macchinari impiegati con la messa in opera di una grande chiatta che affiancherà il pontone già in uso, triplicando la produzione settimanale delle colonne.

E da settembre entrerà in funzione a Genova il secondo impianto per la fabbricazione dei cassoni più grandi, lunghi 60 metri e alti 33, uno ogni 15 giorni.